Convegno Federcomin-Federazione ANIE L’Italia dell’e-family

Management

Organizzato un Convegno su L’Italia dell’e-family che si è svolto l’11
febbraio a Roma.

Il Presidente di Federcomin, Alberto Tripi, e il Presidente della Federazione ANIE, Gian Francesco Imperiali, hanno introdotto i lavori. Sono intervenuti – oltre al professor Giancarlo Lizzeri – Roberto Lisot, Internal and External Affairs Manager PHILIPS Italia SpA, Umberto Paolucci, Senior Chairman Microsoft EMEA, Bruno Pavesi, Amministratore delegato Bticino SPA. Moderatore: Bruno Manfellotto, Direttore de Il Tirreno. Ha commentato il Rapporto Alberto Oliverio, Psicobiologo dell’Università La Sapienza. I lavori sono stati conclusi dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca. I dati più significativi (aggiornati al 30 giugno 2003) del Rapporto L’Italia dell’e-family, realizzato in collaborazione con Niche Consulting riguardano, per cominciare, la crescita del mercato home. In Italia, più che in altri Paesi, si è creata una forbice tra il tasso di crescita del mercato home, segnatamente a due cifre, e il tasso di crescita del mercato business, che si è attestato tra lo 0 ed il 5%. Per quanto riguarda la diffusione delle piattaforme tecnologiche nelle famiglie, la telefonia e l’informatica hanno profondamente modificato la cultura e lo stile di vita di molte famiglie italiane. Le piattaforme new video hanno avuto finora una dinamica più contenuta. La penetrazione delle nuove piattaforme domestiche è così distribuita: cellulare personale 86% (+ 9,2% rispetto al 2002); PC 51% (+14,2); Internet 34% (+19,1%); ricezione satellitare 24% (+16,1%); pay-tv 15% (+3,6%). Tassi di crescita ancora più elevati si sono registrati per alcune piattaforme nuove: la fotocamera digitale (+227%), il DVD-ROM (+80%), la larga banda (+68%), il masterizzatore (+65%), il DVD Video (63%). La casa tecnologica italiana risulta, in media, allineata rispetto al resto d’Europa. Il nostro Paese è in posizione di leadership per il cellulare personale, è leggermente avanti nella penetrazione del PC (prima della Francia, ma dopo Germania e Regno Unito), leggermente indietro per la penetrazione di Internet (allineata con la Francia, ma dopo Germania e Regno Unito), più indietro per la penetrazione della console videogiochi. Solo per la pay-tv l’Italia rappresenta ancora un caso di ritardo rispetto agli altri maggiori Paesi europei. Il ritardo rispetto agli Stati Uniti è ancora valutato in quattro anni per il PC e cinque anni per Internet. L’ingresso in casa di nuove piattaforme avviene con modalità relativamente omogenee nel territorio del Paese. Il Mezzogiorno è a distanza ravvicinata dal Centro-nord e i piccoli comuni sono ad un passo dalle grandi città: per le famiglie di queste realtà emerge un ritardo minimo solo per la tecnologia informatica, stimabile in circa un anno. Nel 2003 la spesa delle famiglie italiane per cellulare, PC, Internet e Pay-Tv è risultata pari a 18,4 miliardi di uro. Nel 1995 la spesa ammontava a soli 2,45 miliardi di uro. Nel periodo 2003 l’incremento della spesa complessiva è stato pari al 17% sull’anno precedente. In cifra assoluta si tratta di 1.460 uro all’anno per ogni famiglia. L’uso del PC in Italia avviene prevalentemente da casa: su 100 utilizzatori di Internet, solo il 30% circa accede alla rete sia in casa che fuori casa, il 20% accede solo da fuori casa e ben il 50% accede solo da casa. La metà degli utilizzatori di PC e due terzi dei navigatori di internet hanno appreso l’uso informatico da soli o con il supporto di amici, colleghi e parenti. L’utilizzo del PC a scuola rimane deludente: ancor oggi il 26% degli studenti universitari non usa il PC e il 44% non usa Internet. Il 61% degli studenti di ogni ordine e grado, che fa uso di Internet, accede alla rete solo dal collegamento di casa. La fotografia che emerge dal rapporto L’Italia dell’e-Family, ha detto il ministro Lucio Stanca commentando l’indagine di Federcomin, è molto positiva perché dimostra che, tecnologicamente parlando, la famiglia italiana è nella media Europea con un ampio utilizzo di pc, internet e larga banda. Non solo, ma nel nostro Paese non c’è divario tra Nord e Sud, ma solo differenze tra classi di età e tra categorie sociali, come le casalinghe e pensionati. In questo scenario, ha detto il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, le politiche del Governo sono pienamente in sintonia con le conclusioni del Rapporto Federcomin sia in termini di sostegno dei positivi risultati conseguiti, sia nelle azioni di promozione nelle aree che esprimono specifici ritardi. In particolare, ha precisato Stanca, è in atto un grosso sforzo di alfabetizzazione informatica agendo su elementi come la scuola, le strutture pubbliche ed il sociale.

Autore: ITespresso
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