Copyright, la riforma in Germania salva Google News

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Google acquisisce Wavii, l'app che riassume le news @shutterstock

L’accordo fra Google News e gli editori tedeschi. La riforma del diritto d’autore in Germania tiene conto del ruolo di Google News

Il Bundestag, il parlamento tedesco, ha varato la riforma del Copyright, estendendo il diritto d’autore all‘editoria online. Ma la riforma trae ispirazione dalla “Google Lex“, in quanto permetterà la pubblicazione di singole parole o di sintesi (parti ridotte) dei testi. La Germania, come la Francia, voleva imporre a Google il pagamento di una tassa, anche se Google News, l’aggregatore di notizie sul motore di ricerca,  non è foraggiato dall’advertising online, ma al contrario promuove la lettura delle news sui siti, redirigendo gli utenti verso i siti di news. Ciò nonostante, gli editori europei, che stanno soffrendo per la crisi della stampa cartacea e ancora non riescono a compensare le perdite con la pubblicità in Rete, hanno cercato di imporre ai motori di ricerca e agli aggregatori di notizie il “pagamento di una tassa di licenza” per la pubblicazione dei contenuti editoriali sui siti. Ma Google News è salvo., grazie alla clausula della “publicazione testuale parziale”.

Google ha di recente chiuso un accordo da circa 6,5 milioni di euro con gli editori in Belgio. Dopo sei anni di dispute legali, l’intesa prevede che Google promuoverà i contenuti editoriali dei partner belgi, generando l’incremento dei ricavi grazie a formule di sottoscrizioni premium. Anche la Francia ha raggiunto un accordo con Google, in base al quale l’azienda guidata dal Ceo Larry Page finanzierà un fondo per l’editoria francese, sebbene non imponente, per darle il tempo di innovarsi nel traghettamento dall’edicola tradizionale a quella digitale (online e apps comprese).

Secondo Pew Research, Google veicola circa il 30% del traffico totale dei maggiori siti di news, redirigendo masse di utenti verso di essi. Facebook invece si ferma al 3-8%. Nel 2010 Google rese nota la ripartizione dei ricavi da Google AdSense: tre quarti andava agli editori. Infatti, già tre anni fa, il 68% era attribuita agli editori, per quanto riguarda i contenuti; il 51% (comunque più della metà) per la ricerca online. Alcuni anni fa, quando Rupert Murdoch minacciò di far uscire il Wall Street Journal (Wsj) da Google News, il motore di ricerca di Mountain View rispose che Murdoch era ovviamente libero di uscire dal loro ecosistema, purché fosse consapevole che avrebbe perso un quarto dei lettori del Wsj.

Per salvaguardare la stampa, su cui poggia la democrazia occidentali, un’azienda svedese in collaborazione con Ricoh lancia MegaNews Magazines, un progetto per stampare la propria copia cartacea di giornale da un chiosco digitale. Perché il vero problema è che il cartaceo perde copie, con un’accelerazione impressionante del fenomeno.Solo in Italia, i numeri parlano chiaro. La crisi del cartaceo è tutta in queste cifre: Corriere, Repubblica e Stampa vendono, tutte insieme, meno di 800 mila copie, che corrisponde a quanto vendeva un tempo uno solo dei due principali quotidiani al suo apice.

Anche se l’attività di aggregazione delle news non genera ricavi diretti a Google, gli editori sono tuttora in fibrillazione. Ma nessuno osa sfidare la BigG: meglio siglare accordi con Google News, per evitare di perdere audience online.

L'accordo fra Google News e la Germania @ shutterstock
L’accordo fra Google News e la Germania
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