Corrado Calabrò (AgCom): L’Economia Digitale corre più della Cina e dei Bric

AziendeMarketingMercati e FinanzaWorkspace
Le aziende più innovative secondo il Boston Consulting Group 2013

L’economia digitale registra un tasso di crescita annuo del 12%. Superiore a quello cinese. Senza banda ultra larga, l’Italia perde 1,5% di PIL

Mentre l’Italia aspetta il Decreto Digitalia, previsto a giugno con l’Agenda Digitale, e porta la Spending Review online (chiedendo agli utenti di segnalare gli sprechi su un sito Web del governo), il presidente uscente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) Corrado Calabrò invita la Cassa depositi e prestiti (Cdp) ad investire nella rete a banda ultra larga. Senza investimenti in banda larghissima, l’Italia perde 1,5% di PIL.

Basta con i test e le simulazioni, è l’ora di agire secondo Calabrò. “La Cassa depositi e prestiti è ancora un convitato di pietra. Ci sono invece iniziative di fondi privati, di amministrazioni pubbliche e di operatori che segnano dei passi avanti sul terreno delle realizzazioni concrete. Ma l’Agenda digitale è un progetto olistico e non può esaurirsi in una serie non sequenziale di azioni frammentate“, ha detto il presidente uscente AgCom.

La vicepresidente della Commissione europea, a capo dell’Agenda digitale UE, Neelie Kroes ha affermato di recente chre “se l’economia digitale fosse un Paese, la sua performance le varrebbe la partecipazione al G-20. Il suo tasso di crescita del 12% annuo supera quello cinese“. Secondo il Boston Consulting Group (Bcg), la cosiddetta Internet economy vale 4,2 trilioni di dollari nel G20. E l’Italia è fanalino di coda, soprattutto in tema di e-commerce delle Pmi, di banda larghissima e e-skills. Sul versante broad band, l’Italia soffre non solo il Digital, ma anche il Bandwith Divide: Eurostat, Akamai, Wef, Ftth, Istat, di nuovo Eurostat, Oecd, Ofcom, Università di Oxford per Cisco hanno classificato l’Italia fanalino (quasi) di coda in tutte le classifiche internazionali sulla banda ultra larga. Dall’ultimo Report di Akamai. datato 30 aprile, l’Italia è 39esima con 3,9 Mbps di media.

Corrado Calabrò (AgCom), sul fronte della controversa delibera sul copyright, attende invece input dal governo. Da settimane il sito VogliamoTasparenza.it chiede la glasnost: trasparenza e meritocrazia “delle nomine dei componenti del Consiglio di amministrazione della RAI e dei membri dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e del Garante Privacy”.

L'economia digitale corre più dei BRIC
L'economia digitale corre più dei BRIC
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore