Corte di Strasburgo: Siti responsabili per i commenti degli utenti

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La Corte di Gistizia europa stabilisce che è invalida la direttiva sulla conservazione dei dati
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La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che i siti sono responsabili per i commenti pubblicati dagli utenti. Giro di vite contro l’anonimato in Rete?

La Corte europea dei diritti umani ha assolto l’Estonia per la sanzione uno dei più grandi portali d’informazione, perché la Corte di Strasburgo ha stabilito che i siti sono responsabili per i commenti pubblicati dagli utenti. Lo riporta l’Ansa. Ma, secondo l’avvocato Fulvio Sarzana, la sentenza non avrà un impatto in Italia e in Europa, dunque rimangono valide “le norme del diritto sul commercio elettronico”, dalle quali si evince che “l’intermediario è responsabile soltanto quando riceve la segnalazione di contenuti”. L’avvpcato Fulvio Sarzana di S. Ippolito spiega: “Il tema generale della responsabilità degli intermediari qui  non è stata affrontata  dal momento che la corte ha ritenuto che si dovesse applicare la norma nazionale sulla diffamazione” e continua: “Attenzione dunque a non cadere nell’equivoco di ritenere che sia stato deciso nell’Unione Europea che i commenti anonimi comportino la responsabilità del titolare del sito e che questo sia conforme ai principi della carta fondamentale dell’Unione“. Per fortuna niente di tutto ciò.

Il sito d’informazione era stato multato per non aver oscurato i commenti offensivi anonimi postati dai lettori. La sanzione è stata considerata “giustificata” e, secondo la Corte di Strasburgo, “non viola la libertà d’espressione”. Commenti, giudicati offensivi e diffamatori, erano stati pubblicati dagli utenti per protestare contro le decisioni prese da una compagnia di navigazione; ma il sito era stato sanzionato per non aver censurato i commenti.

La sentenza della Corte prende di mira i commenti anonimi e addebita la responsabilità per i commenti pubblicati sul portale ai gestori del sito. La sentenza che se un sito consente l’anonimato, de facto si assunte la responsabilità del contenuto pubblicato.

Il giro di vite contro l’anonimato in Rete è uno degli effetti colaterali della Sentenza: “I gestori sono infatti gli unici che potevano impedire o cancellarli, cosa che non poteva essere fatta né dagli utenti, né dalla parte offesa”. Per fortuna è un caso specifico legato a un caso nazionale estone, che non influirà sulla giurisdizione europea. Per Fulvio Sarzana: “La questione dell’anonimato, seppur declinata in un caso concreto, avrebbe dovuto essere trattata molto meglio dalla Corte di Strasburgo per evitare pericolose ( e probabilmente involontarie) interpretazioni”.

Uno studio della Freedom House, la classifica riguardante la libertà della rete in vari Paesi del mondo, pone l’Islanda in vetta con 6 punti, seguita dall’Estonia con 9 punti e da Germania e USA a pari merito con 17 punti. L’Italia è al nono posto con il punteggio di 23.

(Fonte: Casus Delfi AS vs Estonia)

 

 

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Autore: ITespresso
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