Cosa bolle nella pentola di Linux

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A LinuxWorld Conference & Expo a Boston sono andati in scena virtualizzazione, applicazioni open source, software e accordi: tutti all’insegna del Pinguino del software libero

LinuxWorld Conference & Expo si sta svolgendo a Boston, in corso dal 3 al 6 aprile. All’edizione 2006 di LinuxWorld ha fatto da padrona la Virtualizzazione, la tecnologia che cioè consente di far girare simultaneamente molteplici sistemi operativi su una macchina. In questo campo ha suscitato interesse Microsoft, che ha aperto le porte a Linux con il Virtual Server 2005 R2 gratuito: Microsoft ha ottimizzato l’interoperabilità tra Linux (nelle distribuzioni Red Hat e SuSE di Novell) e Virtual Server 2005 R2, oltre a rendere gratis il download di quest’ultimo. Ma il vero protagonista dell’evento LinuxWorld a Boston sono stati il software libero e il Pinguino. Innanzitutto è stata presentata l’intesa tra Red Hat e Intel, che condurrà all’apertura di 17 centri di sviluppo dove clienti e partner potranno assicurare il supporto, lato software e hardware, in materia di grid e virtualizzazione. L’iniziativa, detta Red Hat-Intel Solution Acceleration Programme, prevede l’ottimizzazione e accelerazione delle installazioni di Linux su hub equipaggiati con Intel Itanium 2 e Xeon, desktop con Pentium 4, laptop con Centrino e dispositivi storage basati su Intel. Ha inoltre suscitato curiosità la scelta di Linux operata da One Laptop Per Child, il notebook a manovella del Mit e Negroponte contro il Digital divide: Linux, ma in una versione più snella. Il progetto, dedicato a paesi emergenti come Argentina, Brasile, Cina, Egitto, India, Nigeria e Tailandia, infatti vorrebbe abbassare i costi a 50 dollari entro il 2010: per far ciò vuole equipaggiarlo con un Pinguino messo a dieta, un sistema operativo leggero e non “fuori peso”. Tra le novità open source, citiamo infine Wiki It e Project Portland. Il primo è un’applicazione, in stile Wikipedia, ma di fascia aziendale. Project Portland, invece, è l’iniziativa che intende fare da ponte tra le due interfacce grafiche più utilizzate, ma in competizione su Linux, ovvero Kde e Gnome. OSDL e altri gruppi come Freedesktop.org hanno svelato i primi tool di Project Portland (in beta a maggio e in versione ufficiale a giugno), per semplificare e unificare il lavoro agli sviluppatori che lavorano su entrambe le interfacce grafiche.

Autore: ITespresso
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