Cosa c’è dietro i Doodle di Google

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L’arte di cambiare logo per ogni occasione, ricorrenza o festività, rivestendo ad hoc il logo di Google, non è solo un gioco. Ma ieri qualche utente è inciampato nel Doodle

L’altro giorno Google ha celebrato il venticinquennale del Fullerene, una molecola chimica composta solo di atomi di carbonio, oggi “le particelle volanti”, pochi mesi fa del Piccolo Principe e il giorno Pi Greco o l’anniversario di Antonio Vivaldi, autore delle Quattro Stagioni. Non passa quasi settimana in cui Google non cambi il suo logo, “rivestendolo” e radattandolo per l’occasione, con un Doodle particolare (l’ultimo un Doodle a bolle). Ma cosa c’è sotto ogni Doodle?

Innanzitutto l’arte dei Doodle non è un gioco o un passatempo, ma lavoro. Basta pensare al Google-Pac Man (il logo era pure giocabile). Il Doodle dovrebbe infine creare fidelizzazione, riportando gli utenti sull’homepage del motore di ricerca.

I Doodle risalgono al 1998 quando i co-fondatori Larry Page e Sergey Brin decisero di mettere un Burning Man logo davanti al sito corporate di Google. L’idea venne ripresa nel 2000 con la Bastiglia (lo storico Bastille Day). Ma la moda si è intensificata negli ultimi 12 mesi, da quando Google è in lotta con Facebook per il dominio del traffico Web.

Quando i Pc datati o con software non aggiornati si sono bloccati o i browser hanno subìto forti rallentamenti, a causa del Doodle (passato da Flash allo standard HTML5), ai forum di assistenza sono stati subissati di lamentele: il Doodle va bene, ma se non intralcia la cyber-navigazione.

Google - Doodle
Google - Doodle

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