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Costi di ricarica, tre strade per risolvere l’anomalia

Il documento per la consultazione pubblica dell'autorità Tlc prevede tre ipotesi per superare le attuali tariffe delle carte prepagate

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Ieri il ministro Bersani ha detto basta all’anomalia italiana dei costi di ricarica, arrivata alla ribalta dell’agenda governativa dopo la famosa petizione di Aboliamoli.eu . L’A utorità delle Tlc ha reso noto il documento per la consultazione pubblica dell’autorità Tlc, che contiene tre ipotesi di risoluzione del problema. Prima ipotesi: azzerare l’attuale struttura tariffaria a due parti, imponendo in luogo di essa una struttura tariffaria unitaria, dove il valore facciale della ricarica corrisponda integralmente al valore di traffico telefonico acquistato. La seconda ipotesi è invece una rimodulazione: propone l’eliminazione solo della disparità fra i diversi clienti, causata dai diversi costi di ricarica, ma lascerebbe intatta l’esistenza della doppia tariffa. Infine, la terza ipotesi, frutto della combinazione delle prime due: la coesistenza sul mercato di entrambe le soluzioni previste sopra, richiedendo agli operatori di “introdurre, cumulativamente, sia un’offerta tariffaria a struttura unitaria - per la quale il valore facciale della ricarica corrisponda integralmente al valore di traffico telefonico acquistato, sia un’offerta tariffaria che, pur mantenendo la attuale struttura duale, elimini il carattere regressivo del contributo di ricarica rispetto al controvalore dei servizi acquistati”.Oggi il costo di ricarica risulta inversamente proporzionale, e cioè superiore proprio per i tagli di ricarica di minore entità, andando a pesare sulle tasche delle fasce più deboli e giovani.

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