Cresce l’Europa del software, ma non in modo uniforme

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Truffle 100 presenta la sua classifica che pone due aziende italiane fra le prime dieci del Continente

Due fra le prime dieci, quattro fra le prime venti. Non si comporta troppo male l’Italia del software, al cospetto degli omologhi europei, in base alla classifica di Truffle 100, appena resa nota e presentata anche al commissario europeo Viviane Reding. Gruppo Engineering si piazza al quinto posto, preceduta dal colosso Sap, e poi dall’inglese Sage, la francese Dassault Systemes e l’altra tedesca Software Ag. Dietro Misys, al settimo posto, troviamo invece Elsag Datamat. Reply è appena sotto le prime dieci, mentre Almaviva, seppure in forte calo, si ritrova al diciottesimo posto. Si nota, tuttavia, un dato inquietante. Il nostro Paese è al quarto posto in Europa in termini di numero di dipendenti del settore, con un peso del 16,6%, ma al quinto per fatturato, dietro non solo a Germania, Gran Bretagna e Francia, ma anche ai Paesi Nordici, che invece pesano solo per l’8,7% in termini di numero di dipendenti.

Nel complesso, le prime cento società europee di software hanno realizzato nel 2007 un giro d’affari cumulato di 24,3 miliardi di euro, con una crescita del 10,3% rispetto all’anno precedente. Sempre secondo Truffle 100, è in ascesa anche la profittabilità, visto che gli utili netti del gruppo esaminato ha raggiunto la cifra di 3,2 miliardi di dollari, contro i 2,8 miliardi del 2006.

Si vorrebbero leggere i dati in chiave ottimistica, ma, al di là del fatto che sono riferiti al 2007, riducono un po’ l’effetto positivo se rapportati all’industria del software nel suo complesso. Tanto per dare un termine di paragone, la sola Microsoft, con i suoi 33,4 miliardi di euro di fatturato, vale più di tutte le software house europee messe insieme e con gli utili andiamo anche peggio, visto che rappresentano solo il 34% di quelli prodotti dal gigante di Redmond. E non si può fare e meno di notare come l’Europa possa contare anche sul vantaggio di un euro decisamente più forte del dollaro.

Come già accennato, Sap fa la parte del leone sul Vecchio Continente, pesando da sola per il 42% del totale, in ascesa rispetto al 36% dell’anno precedente. Questo incremento si deve essenzialmente all’acquisizione di Business Objects. Più in generale, la classifica Truffle 100 mette in luce un’insufficiente diversificazione dell’industria del software continentale, visto che un terzo delle imprese presenti in classifica appartengono all’Erp e un altro terzo al mondo infrastrutturale. È inoltre evidente quanto importante sia il peso del settore pubblico e del finance, anche se questo lascia intendere una crescita dell’importanza del software open source e del modello Saas (software-as-a-service).

Guardando avanti, le aziende europee si augurano, per crescere di più, di poter partecipare ai programmi di ricerca continentali senza dover passare per tutte le tappe amministrative oggi previste. Si invoca, soprattutto, lo Small Business Act, sorta di serpente di mare di cui si parla da diversi anni, ma che ancora non ha visto la luce del giorno.Altre preoccupazioni sono rappresentate dal problema dei brevetti, dalle esigenze di finanziamento e da un auspicato sviluppo del risk capital.

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Autore: ITespresso
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