Crisi profonda nel mercato delle console da gioco: nel vortice anche i videogame

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Forte crisi nel mercato delle console da gioco e dei videogame
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E’ una crisi molto profonda quella che stanno vivendo le aziende che producono console da gioco che, a sua volta trascina con sé gli sviluppatori di giochi. Ecco le ragioni

Nonostante i numeri sbandierati con non poco orgoglio da Sony, che ha parlato di 6 milioni di PS4 vendute, e da Micorosft che vanta 4 milioni di Xbox One già smaltite, il mercato delle console da gioco è in forte crisi. Lo rivelano i numeri riportati da TechCrunch che mette a confronto le vendite del gennaio 2007 con quelli del gennaio di quest’anno. Se sette anni fa, infatti, il totale delle console vendute ammontava a 2 milioni, nel 2014 si arriva a stento a 700.000 unità. Se non è crisi questa…

Il calo, che sarebbe più corretto chiamare contrazione, coinvolge conseguentemente anche gli sviluppatori di giochi che, sebbene si affranchino dalla singola console producendo titoli multipiattaforma, davanti a numeri del genere non possono non subire conseguenze. Tanto per fare un esempio più su piccola scala, ma altrettanto significativo, la PS4 ha venduto in Giappone, ovvero nel suo mercato per eccellenza poco più di 65.600 unità nella seconda settimana di presenza negli store contro le 130.600 della WiiU che non sarà certo ricordata dalla storia come una console di successo.

Come nota ancora techCrunch, il costo dello sviluppo dei giochi per le console di punta è aumentato notevolmente e se le vendite di console calano, è evidente che ne risente in maniera determinante anche il mercato dei videogame. In molti stanno gettando la spugna e chiudendo i battenti: Impossibile Studios, Junction Point, Outspark, Zynga Japan sono solo alcuni casi delle aziende chiuse nel 2013 (qui potete trovare l’elenco completo dal 2006 ad oggi).
I fattori della crisi sono tanti, a cominciare dalla diffusione dei dispositivi mobili e dei giochi destinati ad essi, passando dai social network con relative app di gioco, ma non solo.

C’è anche da fare i conti con la velocità con cui i concorrenti sfornano novità che vedono il mercato mobile rinnovarsi su base meno che annuale e i PC ad alte performance offrire un’esperienza di gioco che i più incalliti amanti dei videogame preferiscono a quelle delle console. Non ultima, la sempre meno ampia scelta di titoli dato che le aziende di sviluppo hanno preferito concentrarsi su titoli cosiddetti “blockbuster” tralasciando i titoli minori, per via dei costi. Ma anche in questo settore, la gamma di giochi a disposizione è diminuita e nuovi titoli che ogni società sforna ogni anno si contano spesso sulle dita di mezza mano. Si è innescato così una sorta di circolo vizioso perché se ci sono meno titoli, comprare una console diventa meno allettante e se si vendono meno console, gli sviluppatori non investono nella realizzazione di nuovi giochi. Quello che i protagonisti di questo mercato devono ora capire è se siamo davanti al tramonto di un intero settore o se la crisi è in qualche modo superabile studiano nuove strategie, magari che puntino di più sul mobile.

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