ANALISI

SOPA e PIPA in stand by. Cronaca della serrata del Web

(Cronaca del blackout anti Sopa – news 18-1-2012): La protesta contro SOPA è in pieno svolgimento. Anche Mozilla si unisce alla “serrata del Web”, capitanata da Wikipedia, Reddit, BoinBoing, Craiglist, Twitpic, WordPress, Gizmodo, Tor Project, openSUSE, XDA Developers, il Center for Democracy & Technology, Greenpeace International, YouTube ha rilasciato una versione di American Pie anti SOPA: “The day the LOLCats died“. Google.com, se non ha oscurato, ha messo un link “Take Action” con lo slogan: “End piracy, not liberty“, chiedendo la fine della pirateria illegale ma senza mettere a rischio la libertà d’espressione; anche Microsoft, a modo suo, si oppone. Con le parole d’ordine ”End piracy, not liberty“, Google risponde una volta per tutte a Rupert Murdoch, il magnate di News Corp., che è favorevole a SOPA ed aveva accusato perfino Google di essere “il capo dei pirati”, e additato Obama come troppo vicino alle istanze della Silicon Valley. Google ha risposto a Murdoch dicendo di rispettare il diritto d’autore, avendo cancellato dai risultati 5 milioni di pagine Web che violavano il copyright.

Le due proposte legislative sono in discussione al Congresso degli Stati Uniti: nate per proteggere il diritto d’autore, vogliono perseguire la lotta alla violazione del copyright “a tutti i costi“, minacciando perfino la nostra libertà di espressione su Internet.

Dopo la lettera congiunta a Washington contro SOPA (firmata dai fondatori di Google, Facebook, eBay , PayPal, Mozilla, Creative Commons, fino a Electronic Frontier Foundation – Eff), oggi la “serrata del Web” non può contare sul black-out di Twitter e Facebook, i grandi assenti,anche se i siti sono nettamente contrari a SOPA. Microsoft , che storicamente è stata una delle maggiori vittime della pirateria per quanto riguarda i suoi software, ha detto di opporsi alle attuali misure contenute nella bozza (soprattutto il blocco dei DNS, attualmente rimosso): anche Microsoft potrebbe subire gli effetti negativi del SOPA, specialmente sui suoi siti e servizi online come MSN e Skype.

Ma la “serrata del Web”, anche se priva del black-out dei Big, è comunque un’occasione storica per portare avanti le istanze della Silicon Valley vs. Hollywood: lottare contro la pirateria senza ledere i diritti dei Netizen, senza azzerare i “diritti digitali”. Per la conaca: non è il primo black-out della recente storia di Internet: il primo oscuramento avvenne l’8 febbraio 1996, ma da allora Internet è cresciuta incommensurabilmente ed è diventata pervasiva, grazie soprattutto ai social media; un altro oscuramento venne fatto da Wikipedia Italia nella “Notte della Rete” contro la delibera AgCom.

I 400 milioni di utenti negli Usa che ogni giorno visitano l’homepage di Google.com, hanno visto il link contro la normativa anti pirateria. Le pagine in lingua inglese di Wikipedia sono lette da almeno 100 milioni di persone ogni giorno. Il 24 gennaio il Senato andrà al voto su PIPA (Protect IP Act): ora i senatori americano sanno che i brand più sexy della nostra vita digitale si oppongono  misure “draconiane” per proteggere il diritto d’autore, minacciando la libertà d’espressione, tanto che Lamar Smith ha messo in conto di cambiare radicalmente il testo legislativo entro febbraio. Vedremo. Dalla “serrata del Web” si può trarre una prima lezione: come fa il Congresso USA a legiferare su Internet se, per sua stessa ammissione, ignora aspetti fondamentali delle normative che dovrebbe poi andare a votare? Il dibattito è quanto mai aperto.

UPDATE: Anche Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook, ha scritto  un post su Facebook per criticare SOPA e PIPA. Il fondatore del World wide web, Sir Tim Berners-Lee, ha invece lanciato un attacco contro la controversa legislazione in occasione dell’evento Ibm Lotusphere, in corso in Florida: “Dobbiamo proteggere internet come open space, dobbiamo rispettarlo“.

 

 

 

 

 

Commenti




Un commento su SOPA e PIPA in stand by. Cronaca della serrata del Web

Lascia un Commento

  • I campi obbligatori sono contrassegnati *,
    L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>