Crowdfunding: 5 consigli per una campagna di successo

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Boom di finanziamenti online per progetti condivisi: le cifre del crowdfunding
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Il crowdfunding è una tendenza in continua crescita e può rivelarsi una risorsa anche per startup e aziende: 5 regole da seguire per una campagna di successo.

Kickstarter e Indiegoogo sono certamente i più famosi, ma ci sono anche degli omologhi italiani che si stanno lentamente affermando, come Eppela e Crowdfunding Italia, solo per citare le più famose. Sono le piattaforme di crowdfunding, ovvero siti su cui si può presentare un progetto, che riguardi un prodotto high-tech, piuttosto che un oggetto di design o un progetto editoriale, in cerca di finanziatori. Non di sponsor classicamente intesi, o comunque non solo: chiunque, su queste piattaforme può finanziare, anche con cifre irrisorie, un progetto che ritiene valido. E’ una tendenza relativamente nuova, ma che sta prendendo velocemente piede.

Sono moti gli esempi di idee che sono nate, o che si sono rigenerate, proprio a questa forma di finanziamento “dal basso”, come sa bene il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia che, venuti meno, causa la crisi, gli sponsor degli scorsi anni, ha rischiato di non potere organizzare l’edizione 2014. I fondi sono stati trovati grazie ad una massiccia campagna di crowdfunding che ha poi attirato finanziatori del peso di Amazon. Ma anche il film “Ancora cinque minuti” di Emanuele Caruso o il quotidiano online pisano Pagina Q devono molto a questo sistema. E non possiamo non fare un accenno anche a Canonical, la versione mobile di Ubuntu, creata dall’anonima azienda britannica che proprio su IndieGoGo ha cercato, e trovato, i fondi necessari Ubuntu Edge, lo smartphone metà Android e metà Ubuntu.
Sì, tutto bello, direte voi, ma come si fa ad usare queste piattaforme con un buon margine di sicurezza di riuscire a dare vita al proprio progetto?

Come tutti gli strumenti, anche il crowdfunding ha bisogno che si seguano alcune regole base per puntare in alto. Proviamo, di seguito, a darvi qualche consiglio pratico in questo senso.

1) Come sapete, ogni piattaforma di crowdfunding richiede di impostare un tempo entro il quale vi date come obiettivo la raccolta della cifra che vi serve. Sembra proprio, però, che più tempo non significhi più soldi, anzi. Le campagne più brevi sono quelle che hanno maggior successo: una scadenza ravvicinata, infatti, incoraggia i potenziali donatori a fare presto, senza rimandare e, quindi a versare subito il proprio contributo. Un tempo massimo di 20/30 giorni potrebbe rivelarsi la scelta giusta.

2) Le campagne di raccolta fondi sulle piattaforme dedicate devono proporre prodotti o servizi che gli utenti pensino possano essere loro utili o possano piacere loro. Ma non limitatevi a questo. Raccontate la storia del vostro progetto e fatelo in modo coinvolgente, condividete il vostro sogno con chi legge e fatelo sentire parte del progetto: non cedereste anche voi qualche euro per una cosa che vi convince davvero e che sentita già un po’ anche vostra?

3) Le parole, le foto e gli schemi, però non sono tutto: un video, breve, può fare la differenza. E magari un video in cui siete voi stessi, in prima persona, con la vostra faccia, a presentare la vostra idea a chi guarda. Dare un volto e una voce ad un progetto lo rende più reale e concreto, più affidabile e, quindi, invoglia gli utenti ad investire. Attenzione però: il video non deve essere molto lungo (3 minuti è un tempo ragionevole), ma deve dire tutto quello che serve a chi guarda per capire il potenziale del vostro progetto. Siate essenziali e usate una comunicazione asciutta.

4) Chiunque investa in qualcosa si aspetta di avere qualcosa in cambio, è evidente. Prevedete sempre, dunque, delle diverse forme di “ricompensa”, magari proporzionate alla somma donata. Secondo alcuni studi, sette livelli diversi di ricompensa sono la scelta giusta per avere il miglior risultato. I progetti con sette livelli di ricompensa raggiungono hanno il 50 per cento di possibilità di avere successo.

5) Ci sono moltissime piattaforme di crowdfunding, anche in Italia. Ma non tutte vanno bene per qualsiasi progetto. Ci sono quelle dedicate al finanziamento di obiettivi individuali, quelle pensate per i prodotti high-tech, quelle destinate ai progetti che riguardano l’arte e la cultura, quelle per chi crea idee ecosostenibili e perfino quelle che ospitano anche petizioni e raccolte di firme. Scegliere la piattaforma adatta al vostro prodotto è fondamentale per raggiungere i potenziali donatori interessati e per non rischiare che la vostra campagna si perda in mezzo ad altre di natura completamente diversa.

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