Cuba Libre in salsa Linux

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Dopo la versione di Linux cinese, anche il comunista governo dell’Avana sfodera un Pinguino per lottare contro Microsoft. Intanto l’isola punta sulla connettività: grazie a una dorsale sottomarina che collegherà Cuba al Venezuela

Dopo lo sdoganamento del computer nell’era di Raul Casstro, Cuba scopre il bello di Gnu/Linux.

Come in Cina è stato sviluppato RedFlag , la versione di Linux cinese, anche la comunista Cuba sfodera un Pinguino per lottare contro Microsoft: un Linux made in Cuba, per dare battaglia all'”egemonia statunitense” simboleggiata da Microsoft.

La nuova distribuzione di Linux cubano si chiama Nova e reclama la “sovranità tecnologica”. “Ottenere un maggior controllo sul processo informatico è una questione importante“, ha spiegato il ministro delle Comunicazioni Ramiro Valdes, che presiede una commissione che promuove il passaggio di Cuba al free software.

Intanto Cuba, dopo il Pc e il software libero, punta sulla connettività: grazie a una dorsale sottomarina lunga 1552 km, tra il Venezuela e Cuba, l’Avana potrà collegarsi a Internet senza patemi d’animo.

In un paese dove la maggior parte della gente sopravvive con 15 dollari al mese un Pc da 800 dollari è però riservato a pochi eletti.

Internet inoltre rimane ancora limitata a domini interni educativi o governativi e la censura non getta la spugna. Cuba ha recentemente aperto le porte a cellulari e lettori Dvd.

Ma l’Avana promette: tolti certi siti (pedoporno, xenofobia, terrorismo e dissideti contro l’ordine costituito), Internet sarà (quasi) per tutti.

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