Cyber-bullismo, la Camera approva la proposta di legge per la prevenzione

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Cyber-bullismo, la Camera approva la proposta di legge per la prevenzione
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La Camera ha approvato la proposta di legge per la prevenzione e il contrasto del cyber-bullismo, ora il controverso provvedimento torna al Senato. Pro e contro del testo

Con 242 sì, 73 no e 48 astenuti, la Camera ha approvato la (controversa) proposta di legge per la prevenzione e il contrasto del cyber-bullismo, ora il provvedimento, dopo le modifiche apportate al testo, torna al Senato. L’art. 1 definisce “bullismo, cyberbullismo e gestore del sito Internet”, e prevede – nel caso di bullismo online – la possibilità per chiunque (anche minore ultra-quattordicenne, genitore o esercente la patria potestà) di chiedere al gestore del sito Internet (oppure: social media, servizio di messaggistica istantanea o ogni rete di comunicazione elettronica), l’adozione di provvedimenti inibitori e prescrittivi a sua tutela (oscuramento, rimozione o blocco delle comunicazioni e dei contenuti specifici), previa archiviazione dei dati originali.

“Bullismo è l’aggressione o la molestia ripetuta a danno di una vittima in grado di provocarle ansia, isolarla o emarginarla attraverso vessazioni, pressioni, violenze fisiche o psicologiche, minacce o ricatti, furti o danneggiamenti, offese o derisioni” spiega Orizzonte Scuola. Se tali atti sono condotti con strumenti telematici (Internet, social network o messaggistica istantanea), il fenomeno prende il nome di cyber-bullismo. In ogni istituto scolastico sarà individuato un referente fra i professori per contrastare il bullismo fra i banchi di scuola e il cyber-bullismo. Il preside dovrà informare le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo e, se necessario, convocare tutti gli interessati, per adottare misure di assistenza alla vittima e sanzioni e percorsi rieducativi per l’autore degli atti di bullismo (cyber o no).

La norma emendata nelle commissioni Giustizia e Affari Sociali spazia dalla violazione della privacy alla satira politica: sono perseguibili tutte le azioni che possono “offendere l’onore, il decoro e la reputazione di una o più vittime”. Il provvedimento prende le mosse dalla necessità di difendere i minori da violenza, anche solo psicologica, nata e diffusa nel web: anni fa una 14enne si suicidò per un video diffuso in Rete. Tuttavia, come si sa, la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni: in questa ampia definizione di cyber-bullismo potrebbero ricadere perfino i profili fasulli di Renzi, Cuperlo, Civati e Prodi: i falsi Renzo Mattei, Cippo Pivati, Gianni Kuperlo e Romano Prody potrebbero cessare di fare satira. Sarà perseguibile per legge anche chi fa parodia a persone reali su Twitter e Facebook o a chi scherza sull’altezza di un parlamentare.

Il Garante per la protezione dei dati personali – che monitora l’effettiva adozione delle misure (entro 24 ore) -, in caso di inadempienza del gestore, entra in campo direttamente, per l’applicazione immediata dei provvedimenti inibitori.

Ernesto Caffo, neuropsichiatra infantile e presidente di Telefono Azzurro, applaude al provvedimento, definito “segnale positivo”: ““Il percorso non è stato facile, ma siamo fiduciosi che l’approvazione di oggi porti finalmente, dopo il passaggio al Senato, ad una legge contro il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, che da sempre Telefono Azzurro sostiene con forza“.
Il M5S denuncia che i minori sono stati sacrificati sull’altare del provvedimento: “In sintesi: questo provvedimento prevede che chiunque si senta offeso o leso da un contenuto sulla rete che lo riguardi, può chiederne la rimozione senza che vi sia un criterio oggettivo nella procedura“.
Giuristi, esperti di Internet, come Fulvio Sarzana temono che il provvedimento potrebbe colpire anche i giornalisti troppo solerti nel chiedere un’intervista o che pubblicano sul sito del loro giornale frasi tratte da conversazioni off-the-records; oppure “Un blog scomodo, un commento troppo colorito sul forum, una qualsiasi notizia data su un blog o su una testata, e che riguardano maggiorenni, ricadranno in quella definizione e saranno oggetto di possibile rimozione” spiega Sarzana.

A favore hanno votato il Partito democratico, Area popolare, Alleanza liberale, Socialisti, Fratelli d’Italia, Scelta Civica e Democrazia Solidale. Ha votato contro il Movimento 5Stelle. Si sono invece astenuti la Lega Nord, Forza Italia, Sinistra Italiana e Conservatori e riformisti. La proposta di legge passa al Senato per la terza lettura. Presso la presidenza del consiglio verrà istituito un tavolo tecnico, che sarà incaricato di redigere un piano di azione integrato per contrastare e prevenire il bullismo e mettere a punto una banca dati per monitorare il fenomeno.

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