Da Assinform una valutazione dei provvedimenti della Finanziaria sugli investimenti ICT

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LItalia ha bisogno di investimenti in informatica e telecomunicazioni

Assinform, Associazione Nazionale Produttori Tecnologie e Servizi per lInformazione e la Comunicazione, aderente a Confindustria, ha reso pubblica la propria posizione in merito agli aspetti della Legge Finanziaria 2003 che riguardano gli investimenti in informatica e telecomunicazioni e gli impatti di questi sulleconomia italiana. Lassociazione esprime delusione e preoccupazione per gli orientamenti della Finanziaria, che, smentendo quanto contenuto nelle Linee Guida e nel DPEF, sembra ignorare quasi del tutto il settore e riserva solo poche misure al sostegno dellICT, per lo sviluppo del Paese. Per questo chiede di reintrodurre nella Finanziaria gli impegni assunti e di lanciare un piano di Legislatura, coerente con le prospettive tracciate dalla Comunit Europea, per la diffusione delle tecnologie ICT (piano eEurope 2005). Lo scorso luglio, sulla spinta del Ministero per lInnovazione Tecnologica, il DPEF aveva ribadito la valenza strategica degli investimenti ICT, riconoscendo la necessit di stanziare ulteriori fondi per i progetti di eGoverment nella PA Centrale e Locale e per lo sviluppo dei collegamenti a banda larga. Ma, allo stato attuale, proprio in riferimento al DPEF, la Finanziaria 2003 non contiene alcun riferimento agli investimenti previsti per i progetti finalizzati alleGovernment nella PA Centrale e Locale (500 + 500 milioni di Euro), limitandosi ad evocare un fondo alternativo, di consistenza modesta e per di pi finanziato da riduzioni della spesa informatica gi stanziata. Inoltre non si fa alcun accenno agli investimenti previsti per favorire laccesso ai collegamenti a banda larga della PA, che il DPEF quantificava in 1,2 miliardi di euro. Non ci sono elementi che confermino i precedenti impegni, con interventi ad hoc, nellambito della formazione ICT e delle politiche infrastrutturali, industriali e finanziarie, volte a favorire la diffusione delle tecnologie digitali nel sistema delle imprese. E infine prevede consistenti tagli alle spese delle Pubbliche Amministrazioni sia Centrali che Locali, con inevitabili impatti anche sugli investimenti ICT, non solo nuovi ma anche in essere. Giulio Koch, presidente di Assinform ha precisato la critica di Assinform non sullimpianto della Finanziaria, che deve essere di necessario rigore, ma piuttosto sullopportunit di applicare una logica meramente contabile anche agli investimenti in ICT, che sono proprio quelli utili a liberare risorse e a contenere la spesa. E quindi a far crescere il sistema, perch linvestimento ICT essenziale per la performance del nostro Paese, e quindi anche per un incremento virtuoso delle entrate fiscali. Studi recenti hanno rilevato che negli anni novanta, in Europa gli investimenti ICT hanno contribuito per pi dello 0,5 per cento alla crescita del PIL. Si tratta dunque di investimenti che rendono di pi in termini di crescita e sviluppo – ha commentato Koch – e proprio per questo assolutamente necessario ricuperare la logica gi tracciata nel piano del Ministero per lInnovazione e nel DPEF, mantenendo gli impegni di investimento allora assunti. In pi, bisogna anche considerare linopportunit di penalizzare la domanda ICT in un momento difficile per un settore che conta 67 mila imprese, 1,1 milioni di addetti e che pi di ogni altro ha contribuito in questi ultimi anni alla crescita del numero delle imprese e delloccupazione. Koch auspica dunque che questa nostra presa di posizione, netta e chiara, stimoli lintero Governo nella sua collegialit e il Parlamento, a rivedere gli attuali orientamenti della Finanziaria. Definendo un piano di Legislatura, in linea con quanto gi indicato dal Ministero per lInnovazione e nei programmi comunitari, per il raggiungimento degli obiettivi della Societ dellInformazione nel nostro Paese, assegnando a ciascuna Amministrazione o Ministero precise responsabilit.

Autore: ITespresso
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