Da Eurispes l’identikit dei figli-padroni anche della tecnologia

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Luci e ombre nei giovani hi-tech e cyber-bulli emergono dall’ottavo Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, presentato dall’istituto di ricerca e Telefono Azzurro

Dall’ottavo Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, a cura di Eurispes e Telefono Azzurro, emergono sia luci che ombre a proposito dei giovani italiani alle prese con le nuove tecnologie.

Iniziamo dalle luci: finita l’era dei padri padroni, ecco che vengono alla ribalta i figli padroni, anche padroni di competenze e curiosità tecnologiche.

Siamo cioè di fronte a una giovane generazione che insegna l’uso delle nuove tecnologie, del Web e della comunicazione digitale ai genitori.

Il presidente di Sos il Telefono Azzurro Onlus, Ernesto Caffo, dipinge un identikit di “bambini e adolescenti ricco di termini di affetto, di competenze e di opportunità”, tuttavia vede avanzare il gap e il divario coi genitori proprio sul terreno dei “linguaggi usati e nelle conoscenze”.

Ma, come dicevamo, non sono tutte luci.Tra le ombre va segnalato il fenomeno del cyber-bullismo che sfrutta Sms, email e siti Web per diffondere foto o video di minaccia nei confronti dei coetanei.

La ricerca ha esaminato bambini, di un’età compresa tra i 7 e gli 11 anni, e adolescenti de i ragazzi dai 12 ai 19 anni. Andiamo ora a leggere i dati del Rapporto.

La PlayStation sta progressivamente raggiungendo la quota della televisione fra le giovani generazioni. Tre bambini su dieci (29,6%) non può vivere senza Tv, ma cresce l’uso della PlayStation di Sony: il 20,2% preferisce la console al televisore. L’11,8% dei bambini non rinuncia al cellulare, mentre il 4,7% ritiene Internet fondamentale. Ma più del Web piacciono il Pc (9,9%), l’Ipod (6%) e il Dvd (4,8%). Il cellulare viene impiegato: per comunicare (72,9%), fotografare (56,1%) o riprendere filmati (44,5%).

Non viene imposto limite di spesa al telefonino al 26% dei minori, mentre il 23% deve accontentarsi di un fisso e il 12,4% dedicata risparmi o paghetta per la ricarica.

I genitori non monitorano la navigazione Internet del 34% dei bambini. In caso di molestie online, il 2,5% non teme effetti negativi, il 10% utilizzerebbe la tattica del silenzio o cambierebbe frequentazioni virtuali, mentre il 21,2% richiederebbe di cessare di dare fastidio.

Nelle relazioni affettive si fanno largo tra gli adolescenti le relazioni virtuali, che si svolgono esclusivamente via Sms.

Infine il cyber-bullismo: cresce anche in Italia, come dimostrano quotidiani casi di cronaca: il cyber-bullying riguarda 200 milioni di bambini e giovani a livello mondiale.

Autore: ITespresso
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