Google semplifica la privacy da oggi

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Google privacy e UE

L’Unione europea (UE) aveva chiesto a Google una pausa, ma il motore di ricerca ha spiegato che era ormai impossibile “fermare la macchina”: da oggi Google semplifica la privacy

Le nuove regole della privacy di Google entrano in vigore da oggi. L’Unione europea (UE) aveva chiesto a Google una pausa, ma il motore di ricerca ha spiegato che era ormai impossibile “fermare la macchina”: da oggi Google semplifica  la privacy. L’azienda diMountain View promette trasparenza e chiarezza, ma c’è chi teme che l’eccessiva personalizzazione dei risultati di ricerca vada a discapito della riservatezza della navigazione. Anche l’Amministrazione Obama vorrebbe mettere mano a una Carta dei Diritti degli utenti con un enforcement della privacy. Per Google l’integrazione con YouTube, Gmail e Google+ (i servizi dell’ecosistema Google), significa poter fornire risultati mirati alla ricerca online: “Se sei iscritto a Google siamo in grado di aiutarti nelle tue ricerche e di basarci sui tuoi interessi per migliorarla”.Ma, dal punto di vista degli utenti, questo avrà un costo: Google potrà continuare a raccogliere tutti i dati registrati dalle sue piattaforme che un singolo utente sa, unificandoli in un solo profilo.

Ma per gli utenti che desiderano tutelare di più la propria privacy? La prima soluzione è drastca: non loggarsi a Google. La seconda è più pragmatica: per chi non vuole rinunciare a collegarsi, può impostare la navigazione in modalità “anonima” (o meglio privata) del browser Chrome, Firefox, Internet Explorer, Safari. Inoltre potete cancellare i vostri dati da YouTube: azzerare la cronologia della ricerca e dei video visti che possono rivelare dati sensibili e informazioni importanti (il posto da cui vi collegate, l’età anagrafica, l’orientamento sessuale, la religione e lo stato di salute). Potete disabilitare a cronologia delle visualizzazioni e delle ricerche, dunque i dati saranno parzialmente anonimizzati dopo 18 mesi e certi tipi di usi, a partire dai suggerimenti dei risultati mirati, saranno evitati.

Gizmodo suggerisce anche altrei passi: “potete sempre crearvi un secondo account per condividere e video di YouTube e navigare nel portale. A quel punto potete scaricare tutti i vostri video dal primo account, cancellarli dall’account originario e poi usare un browser diverso per ricaricarli dal nuovo account”.

Anche se la navigazione in Rete non è mai anonima, a meno che non utilizziate Tor e sistemi veri di anonimizzazione, almeno è possibile provare a ritagliarsi qualche limitato “orticello di riservatezza”. Per fare pulizia anche sul motore di ricerca di Google, EFF offre una guida alla privacy online.

Dì la tua in Blog Café: 1 marzo: come tutelarsi da Google

Come difendere la privacy su Google
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Autore: ITespresso
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