Da Save the Children, allarme pedopornografia

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Il Rapporto dell’associazione riscontra un’inquietante recrudescenza del fenomeno sul Web

Spam e file sharing prendono il posto dei siti Web: il terzo Rapporto Minori nella rete, redatto da Save the Children Italia, ha studiato l’allarmante fenomeno pedopornografia. Il Rapporto è stato pubblicato sul sito Internet Stop-It ( www.stop-it.org ) ed è emerso che la pornografia infantile utilizza come veicoli principali la telefonia mobile (Mms sui cellulari), spam e file sharing, mentre il Web è più utilizzato dalla prostituzione minorile. Save the Children ha spiegato che sono risultate 3.106 le segnalazioni di materiale pedopornografico spedite a Stop-It, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente: il 66% riguarda siti Internet, il 20%

spamming ed email non richieste, il 10% peer to peer, il 2% chat, l’1% newsgroup. Un vademecum in 22 punti con indicazioni utili per genitori ed educatori, è stato infine rilasciato insieme al Rapporto sui minori in Rete, per prevenire casi di adescamento o comunque di esposizione a immagini pedopornografiche durante la navigazione online.

Autore: ITespresso
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