Dal bonus libri alla banda larga fino al WiFi spento in una scuola: l’agenda zoppica

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Un assessore di Civitanova Marche spegne il WiFi a scuola
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Il bonus libri non solo non è stato esteso agli e-book, ma si trasforma in un’agevolazione agli esercizi commerciali. Il Rapporto sulla banda larga presenta molti limiti, forse troppi. Intanto un assessore di Civitanova Marche spegne il WiFi in una scuola, senza motivo

L’Agenda Digitale procede a corrente alternata ed inciampa troppo spesso. Iniziamo dal bonus libri: non solo non è stato esteso agli e-book, ma, con un emendamento, è stato trasformato in un’agevolazione agli esercizi commerciali, già ironicamente ribattezzato “bonus librai“, valido “solo presso gli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa” e limitato agli esercizi commerciali che abbiano chiesto di usufruire del “credito d’imposta del 19 per cento“.

Anche il recente Rapporto Caio sulla banda larga presenta molti limiti, forse troppi. Ha dimenticato i 100 Mbps, limitandosi alla banda larga a 30 Mbps. Ma l’Obiettivo 3 della Digital Agenda europea prevede il 50% di penetrazione dei collegamenti a 100Mbps entro il 2020. Ha dimenticato FTTH per scegliere Fttc, dove la fibra arriva al cabinet e non alle case. La rete in fibra ottica non fino all’abitazione degli utenti, ma fino alla cabina di strada, è una scelta che si arena sull’ultimo miglio di collegamento. Infine Asstel prende di mira l’ipotesi dello scorporo (l’extrema ratio secondo Letta) e chiede almeno di sbloccare gli ostacoli normativi allo sviluppo delle reti: ora servono “le linee guida per l’attuazione dei nuovi metodi di rilevazione delle emissioni elettromagnetiche”,  attese da oltre un anno, “necessarie per superare la frammentazione e la farraginosità delle procedure di autorizzazione per l’istallazione di stazioni radio base per reti di comunicazione mobili Gsm/Umts e  Lte”. Inoltre Asstel chiede che “vengano apportate le modifiche al ‘Regolamento scavi’ per consentire il corretto utilizzo delle minitrincee” e che “venga approvato un emendamento proposto nell’ambito del provvedimento di conversione del decreto legge ‘Destinazione Italia’

A fine gennaio, tanto per chiudere questa piccola rassegna, un assessore di Civitanova Marche ha fatto ingresso in una scuola e “ha spento il wifi” per venire incontro alla richiesta di alcuni genitori di alunni i quali  avevano espresso il timore, privo di fondamento, che “il wireless danneggiasse la salute dei figli”. L’avvocato Guido Scorza racconta che il gesto luddista è stato accompagnato dagli applausi. Ovviamente ciò accade senza che esistano evidenze scientifiche, ma sull’onda di un allarmismo irrazionale; il fatto però segna uno stop alla diffusione delle scuole digitali.

L’Agenda Digitale procede a scatti e questo andamento ondivago lascia, ancora una volta, l‘amaro in bocca. E intanto sul mercato IT pende l’aumento dell’Equo compenso, in rialzo del 500%, voluto dalla Siae. Se passerà, genererà un aumento da 5,20 euro sull’acquisto di nuovi smartphone e tablet, fino ai 40 euro per i decoder da 400 GB.

Un assessore di  Civitanova Marche spegne il WiFi a scuola
Un assessore di Civitanova Marche spegne il WiFi a scuola
Autore: ITespresso
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