Dal Giappone allarme rosso per i videogame

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Secondo un neurologo dellUniversità Nihon di Tokyio, sarebbero gravissimi e in certi casi addirittura irreversibili gli effetti di troppe ore di videogiochi sul cervello umano. A rischio la sede centrale della creatività e delle emozioni

Dopo lallarme e la querelle sulle radioonde dei telefoni cellulari – che continuano a tenere banco in quanto finora non stata definitivamente provata n la pericolosit n lestraneit dei dispositivi portatili a certe sintomatologie mediche – scoppia il caso dei videogame. Finiti gi diverse volte sul banco degli imputati per via dei contenuti particolarmente violenti di certi videogiochi, i prodotti da console hanno trovato un formidabile Pubblico Ministero in un neurologo delllUniversit Nihon di Tokyio, il professore Akio Mori. Secondo una notizia lanciata dallagenzia giornalistica Ansa, il ricercatore giapponese avrebbe raccolto tali elementi a carico dei videogame da fare ritenere altamente pericoloso il loro uso quotidiano per una durata superiore alle due ore. Il professor Mori ha svolto una ricerca di un anno, analizzando il comportamento di 240 ragazzi e ragazze dai sei ai 29 anni di et. Pubblicati nei giorni scorsi dal quotidiano giapponese Mairichi e ripresi in Italia dallagenzia giornalistica Ansa, i risultati dellindagine proverebbero in maniera inequivocabile i danni determinati da un eccesso di tempo trascorso alla console. Sarebbero infatti sufficienti un paio dore al giorno, per tre o quattro volte alla settimana, per dimezzare in maniera irreversibile lattivit del lobo centrale del cervello, che presiede allattivit creativa ed emotiva delluomo. Per questa categoria di user, si profilerebbe addirittura il rischio che met del loro cervello diventasse una specie di terminale del videogame. Ancora pi a rischio la fascia – fortunatamente pi ristretta, almeno per il momento – dei videogame dipendenti, vale a dire dei player che si dedicano tutti i giorni ai giochi elettronici, da un minimo di due a un massimo di sette ore. Infatti la loro capacit di risposta dal punto di vista emotivo sarebbe praticamente nulla. Tra i sintomi pi frequenti degli user con cervello da videogame totale, lassenza totale di capacit di concentrazione, limpossibilit di avere normali rapporti con gli altri e di coltivare amicizie e lirritabilit estrema. Secondo Akyo Mori, il 40% della popolazione mondiale di player si trova in condizioni da mezzo cervello da videogame (critiche ma ancora recuperabili), a cui si contrapporrebbero un 20% di giocatori normali (user che non abusano della console, mettendosi ai suoi comandi di tanto in tanto e per periodi di tempo accettabili, dellordine di poche decine di minuti per volta) e un 20% di player intermedi (recuperabili anche questi). Il restante 20% sarebbe purtroppo composto invece da user videodipendenti, praticamente irrecuperabili. Data la connazionalit del ricercatore e lautorevolezza dellistituto universitario giapponese presso cui stata condotta lindagine, sar interessante stare a vedere le reazioni dei due colossi del Sol Levante dellindustria dei videogame, vale a dire Nintendo e Sony.

Autore: ITespresso
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