Dal Governo italiano 1,47 miliardi per la banda larga e azzerare il Digital Divide

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L’investimento in fibra pari a 1,471 miliardi servirà a combattere il Digital divide italiano, portando a tutti banda larga fra i 2 e i 20 Mega, e arriva come risposta al Rapporto Caio. Secondo l’Ocse, porterà un incremento di Pil di circa 2 miliardi. Ecco la roadmap: obiettivo a medio termine sono le reti Ngn

Il vice ministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha annunciato che il Governo italiano investirà 1,47 miliardi per la banda larga. Secondo l’Ocse, l’ Italia nella banda larga è al 22esimo posto.

L’investimento di 1,471 miliardi servirà a combattere il Digital divide italiano.

Finalmente arrivano misure concrete, anti crisi, in risposta al Rapporto Caio : l’Italia è finora stata bocciata in banda larga. Nell’Ocse l’Italia si piazza al 19,2%, nel gruppo di coda per accesso in banda larga: peggio del nostro paese solo Portogallo, Grecia, Ungheria, Turchia e Messico.

Secondo il Rapporto Caio, servono 1,2-1,3 miliardi di euro per offrire al 99% della popolazione una banda larga almeno di 2 megabit, entro il 2011. Basterebbe sfruttare i fondi del disegno di legge 1082 sullo sviluppo economico.

Cancellare il ‘digital divide’ italiano costa 1,471 miliardi di euro. Entro la fine del 2012 tutti gli italiani avranno la possibilità di connettersi a Internet a una velocità compresa tra 2 e 20 Megabit al secondo”, ha detto il vice-ministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, in audizione alla Cmera.

La copertura della banda larga sarà realizzata prevalentemente in fibra. Il piano del governo prevede opere civili per 763,85 milioni, la fornitura di software e hardware (comprese installazioni e collaudi) per 617,66 milioni e attività di progettazione del valore di 89,81 milioni. “Investire quasi un miliardo e mezzo potrebbe portare a un incremento di Pil di circa 2 miliardi. Studi Ocse fissano infatti a 1,45 il moltiplicatore congiunto del settore comunicazione sull’intera economica” conclude Romani.

800 milioni (dal Cipe) sono già previsti dal disegno di legge sullo sviluppo, in Aula per fine giugno. La maggioranza sono fondi Fas per le aree sottoutilizzate e vanno a d aggiungersi a finanziamenti pubblici “già stanziati” per circa 264 milioni. I f ondi europei integreranno eventuali lacune, soprattutto nelle aree rurali con problemi di sviluppo.

L’obiettivo a medio termine sono le reti Ngn: “Un investimento importante – stimato in circa 10 miliardi di euro– e complesso perché interviene nel vivo della rete di accesso“, ha detto Romani, spiegando che il governo punta a “portare la fibra sino a casa degli italiani offrendo così unaconnessione a Internet a oltre 50 megabit al secondo. Speriamo che dalle parole, ora si passi ai fatti.

Autore: ITespresso
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