DallAustralia i primi chip al Dna

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La rivoluzionaria tecnologia servirà a monitorare lo stato di salute o leventuale degrado/inquinamento di determinati terreni. Le applicazioni e gli sviluppi nelle biotecnologie

LAustralian Research Agency ha messo a punto una rivoluzionaria tecnologia di chip al Dna (lacido desossiribonucleico lelemento caratterizzante i geni di ogni forma di vita, animale, umana e vegetale), che dovrebbe consentire di misurare lattivit microbica nei vari tipi di terreno, monitorando i geni responsabili dei cicli biologici pi importanti per la vita delluomo, tra cui quelli dellazoto, del carbonio e del fosforo. Rispetto a un normale chip al silicio, quello al Dna viene equipaggiato di frammenti conosciuti di Dna appartenenti a microorganismi conosciuti. Le parti non conosciute vengono invece marcate con molecole fluorescenti. Quando il campione viene posto a contatto del chip, le parti complementari dei filamenti si uniscono e vengono messe in evidenza da un laser, che le fa brillare. Lelemento illuminato viene poi analizzato al computer, che ne individua la sequenza di Dna. Quando sar definitivamente testata, la soluzione permetter di conoscere la formula genetica dei batteri che risiedono in un determinato terreno, facendone individuare rapidamente le qualit potenziali ai fini della coltivazione oppure lo stato di degrado/inquinamento, anche in seguito ad azioni di terrorismo biologico.. Per i chip al Dna si prevede un ampio sviluppo nel settore delle biotecnologie, il comparto su cui le aziende della Sylicon Valley e i grandi nomi dellIct americana stanno puntando dopo il flop.

Autore: ITespresso
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