Dall’etichetta al display

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Tra meno di due anni le etichette digitali saranno schermi ultrasottili

Un’altra conquista dell’archiviazione dati. Nel prossimo futuro sembra infatti che anche alle semplici etichette poste sui prodotti potranno essere affidate molteplici informazioni. I ricercatori di Siemens hanno infatti sviluppato i primi prototipi di display ultra-piatti che, grazie a reazioni elettrochimiche, consentono di proiettare scritte colorate sulle confezioni dei prodotti. E-paper è il nome di questo progetto, sviluppato dagli scienziati Siemens nei laboratori di Corporate Technology (CT) in collaborazione con i ricercatori della divisione Automation & Drives (A&D). Molteplici le applicazioni possibili nell’industria del packaging, di tipo pubblicitario e non solo. I sottilissimi display visualizzeranno sulle confezioni immagini grafiche digitali intermittenti. La targhetta digitale è composta da polimeri elettrocromatici. Il principio alla base del funzionamento del congegno è piuttosto semplice: il voltaggio fa sì che gli elettroni si spostino nelle molecole, cambiando il loro coefficiente di assorbimento della luce. In questo modo, assorbendo lunghezze d’onda diverse rispetto a quelle dello stato passivo, le molecole assumono un colore diverso. Meno semplice è far sì che lo schermo visualizzi dei colori veri e propri: il materiale infatti deve cambiare colore in un batter d’occhio e deve mantenerlo, senza tornare allo stato originale. Sono già disponibili prototipi dell’invenzione: display piccoli e flessibili che, grazie alla corrente, mostrano lettere colorate in grassetto. Oltre agli utilizzi pubblicitari, l’etichetta digitale si rivelerà particolarmente utile per il packaging farmaceutico: una scatola di pillole potrà avere ad esempio un’etichetta che mostra in più di una lingua il relativo foglietto illustrativo.

Autore: ITespresso
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