Data Domain rilancia sulla deduplicazione

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Un mercato emergente dove si confrontano diverse tecnologie

Quello della deduplicazione dei dati è un m ercato emergente: gli utenti stanno considerando l’opzione della deduplicazione per ridurre la quantità di dati coinvolta nelle operazioni di backup. Da sempre attiva in questo settore Data Domain, che sul piano finanziario sta tentando la carta della Ipo, non rinuncia all’innovazione e lancia un dispositivo basato su disco (DD580) che con una velocità di 800 Gb all’ora innova rispetto al sistema precedente (DD560) e utilizza per le operazioni di gestione e compressione dei dati processori Intel dual core della famiglia Woodcrest. La capacità di storage arriva a 31,5 Terabyte.

Data Domain , come le rivali Diligent e Quantum, esegue la deduplicazione dei dati sulla via del backup. Ma mentre Data Domain utilizza una appliance dedicata, Quantum, Diligent e Falconstor passano attraverso un sistema Vtl. Un approccio diverso è seguito da Symantec ed Emc, che ha tempo fa acquisito Avamar, che seguono la compressione dei file sul server prima del backup. La quantità di dati da gestire viene ridotta alla fonte , ma a spese del tempo macchina del server. Tutti i sistema data Domain deduplicano i dati inline, prima di memorizzarli su disco ed eseguono la replica dei dati deduplicati durante il processo di backup. Il risultato è un miglioramento dei processi di sincronizzazione dei siti di recovery con lo storage primario.

Autore: ITespresso
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