Datagate e Prism, la privacy europea è sotto assedio

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I casi Prism e Datagate provocano l'ira della UE

L’Europa è sul piede di guerra: il cyber spionaggio non s’ha da fare e i database con i dati di milioni di utenti hanno un valore inestimabile. La Privacy in Europa è un argomento serio: per i tedeschi è poi un totem intoccabile. Per questo motivo, lo scandalo Datagate e lo spionaggio di Prism in tempo reale, stanno mettendo a soqquadro rapporti consolidati come sono le relazioni europee con gli Stati Uniti. Le accuse contro NSA e FBI sono pesanti: aver spiato l’Europa, le sue ambasciate, le comunicazioni dei suoi cittadini e delle sue aziende, i suoi vertici. Il materiale appena pubblicato dal Washington Post sottolinea che nel mese di aprile scorso erano quasi 120.000 le persone sotto costante sorveglianza e che il monitoraggio poteva avvenire anche in real-time. Prism controllava le informazioni archiviate sui server dei principali provider così come i dati in transito. Francia, Germania e Commissione europea alzano la voce, mentre l’Italia si fa notare per la timidezza. Secondo l’avvocato Fulvio Sarzana, l’Italia sta infatti preparando una normativa in stile Prism, che aprirebbe l’accesso ai dati degli utenti bypassando la magistratura

Il presidente francese Francois Hollande chiede lo stop immediato di ogni attività di spionaggio. La Germania parla di “fiducia” da “ricostruire”. La Commissione europea chiede trasparenza. Il nostro ministro degli Esteri Emma Bonino si limita a invocare chiarimenti. La Francia e la Germania hanno alzato i toni, anche perché temono che Prism sia stato usato anche per spiare le aziende. I Paesi europei potrebbero quindi cavalcare il “caso Prism” per ottenere di più sul tavolo dell’accordo atlantico fra USA e UE: la Francia da tempo chiede l’ “eccezione culturale” sui contenuti digitali nazionali; la Germania vorrebbe far lievitare le sue esportazioni verso gli USA; la Commissione europea vuole creare un mercato del cloud UE.

Perché “sapere è potere”: chi ha i database con le informazioni, ha un ruolo strategico nella geo-politica. E poiché il programma Prism della National Security Agency (NSA) costa solo 20 milioni di dollari all’anno, è vantaggioso.

Le aziende di cloud computing europee stanno cavalcando l’onda del caso Prism e del Datagate, per spingere i servizi sulla nuvola con server in Europa, sottoposte alle più stringenti normative UE sulla tutela della privacy: la Francia pubblicizza “Sovereign Cloud” e i tedeschi alle offerte cloud aggiungono un significativo “Made in Germany”. Le aziende cloud europee vogliono approfittare della clamorosa finestra di opportunità, offerta dalle rivelazioni del whistleblower Edward Snowde, per promuovere il cloud europeo. Dove volete archiviare e processare i vostri dati più sensibili, negli USA o nella UE? Una domanda che, fino a due mesi fa, sembrava un interrogativo solo di “paranoici della privacy”, già amanti del Gpg, di TOR e di crittografia forte, ora potrebbe sparigliare le carte in mercati come quel del cloud e dello storage cloud.

Lo scandalo del Datagate potrebbe dunque rimettere al centro un progetto della Digital Agenda UE: un cloud euoropeo, in un mercato – quello delle “nuvole” di dati – in crescita, dai 21 miliardi di dollari del 2010 a 73 miliardi nel 2014 (Fonte: IDC). A trainare il cloud sono il crescente (ed inarrestabile) traffico di Internet e la Spending Review nel settore pubblico (il taglio delle spese non è più un optional per nessuno). Il cloud computing potrebbe generare due milioni e mezzo di posti di lavoro in Europa, creando 160 miliardi del Pil comunitario (e permettendo un taglio dei budget IT tra il 20% e il 50%).

La democrazia e le aziende IT chiedono trasparenza e chiarezza sul Datagate, mentre le associazioni statunitensi – da Electronic Privacy Information Center (Epic) a Electronic Frontier Foundation (EFF) – pretendono che sia tutelata la privacy dei cittadini. Il commissario europeo Viviane Reding (UE) avevagià chiesto delucidazioni al suo “omologo” americano, mentre il Council of Europe, che riunisce 47 Stati membri, aveva denunciato il rischio potenziale di abuso dei diritti umani.

Ma, dopo le ultime slide, Francia e Germania alzano la voce. E pretendono dal Presidente USA Obama qualcosa di più. La violazione della Privacy europea riapre i giochi sullo scacchiere internazionale. Infine, una nota sulla timidezza del governo italiano nel chiedere delucidazioni sul Datagate. Potrebbe avere un motivo: secondo l’avvocato Fulvio Sarzana, l’Italia sta infatti  preparando una normativa in stile Prism, che aprirebbe l’accesso ai dati degli utenti bypassando la magistratura. Il decreto è datato 24 gennaio 2013 (“Direttiva recante indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionale“) e vede già 11 contratti siglati e 20 quasi pronti. Lo Spaghetti-Prism sarebbe già in procinto del lancio e ciò potrebbe spiegare la timidezza italiana nel puntare il dito contro il Datagate.

I casi Prism e Datagate provocano l'ira della UE
I casi Prism e Datagate provocano l’ira della UE
Autore: ITespresso
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