Dati da difendere

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Giganteschi hard disk sempre in funzione, fragili memorie flash trasportate ovunque e supporti ottici lasciati invecchiare in qualche angolo polveroso. Quanto sono al sicuro i nostri file, che spesso ammontano a diversi Gbyte di foto, filmati e documenti di ogni genere? Quali sono i comportamenti a rischio e cosa si può fare per recuperare le informazioni perdute?

Anche se probabilmente non ce ne rendiamo più nemmeno conto, nel nostro personal computer è certamente archiviata una buona quantità di dati importanti che sarebbe costoso o difficile sostituire in caso di cancellazione o perdita. La penetrazione del Pc nella nostra vita quotidiana è ormai così capillare che non si dovrebbe prendere alla leggera il problema anche se il computer è usato solo per giocare, vedere film e ascoltare musica. Il codice di protezione contro la copia dei videogiochi e la licenza della musica digitale acquistata per il lettore Mp3 portatile sono file memorizzati nell’hard disk del computer, e se vanno persi a causa di un guasto o di una formattazione eseguita senza riflettere ci potremmo trovare la porta sbarrata al momento di reinstallare il software. In linea di principio all’aumentare del numero di dati importanti che vengono gestiti dal computer dovrebbe corrispondere un aumento dell’affidabilità e della durata garantita da chi produce periferiche e dischi, ma purtroppo la realtà è ben diversa. Quasi tutti i produttori concentrano i loro sforzi nell’aumento della capacità e nella diminuzione dei costi, e dedicano agli studi di affidabilità e durata una parte veramente trascurabile degli investimenti in ricerca e sviluppo. Tutto ciò che può ragionevolmente durare fino alla scadenza della garanzia di fabbrica, o comunque oltre al periodo dopo il quale ?bisogna? acquistare un nuovo apparecchio, è ritenuto abbastanza affidabile e adatto a essere venduto senza particolari avvertenze. La conseguenza è paradossale: viviamo immersi in un mondo di dati, dove possiamo tenere nel taschino più libri in formato digitale di quanti ve ne siano in una comune biblioteca pubblica, ma se non prestiamo attenzione ai problemi legati alla con servazione nel tempo, di tutto ciò resterà poca traccia. Lo può testimoniare chi anni fa è stato tra i primi a riversare su Dvd i propri filmati delle vacanze: molto probabilmente, già oggi qualche disco inizia a incepparsi di tanto in tanto, o viene rifiutato del tutto dal lettore. L’inconveniente è tanto più irritante, quanto più ci si ricorda uno dei principali miti propagandati dalla pubblicità dell’epoca: la durata ?eterna? dei dischi, che a differenza dei nastri sono letti senza contatto con la testina e quindi usura. Peccato che l’usura per attrito non sia l’unico meccanismo di invecchiamento e degrado possibile, e che molti produttori tacciano su questi dettagli spiacevoli dei loro prodotti. Ma allora, per essere davvero sicuri, dobbiamo rovistare in fondo ai cassetti e tirare fuori carta e penna, rullini di pellicola e nastri? Fortunatamente no, perché basta conoscere quali sono i rischi che corre ciascun tipo di periferica o supporto digitale, le precauzioni da prendere per allungare la loro vita, e le contromisure più efficaci quando qualcosa è già andato storto e bisogna recuperare i dati persi. L’industria legata all’archiviazione e al recupero dei dati digitali è in continua crescita, e soluzioni efficaci per la maggior parte dei problemi esistono e vengono continuamente migliorate. Per risparmiarci danni e arrabbiature basta un po’ di preparazione e consapevolezza per anticipare i problemi prima che diventino seri, e prendere alcune abitudini che facilitano la conservazione dei dati e l’eventuale recupero in caso di necessità.

Replicare i dati La prima regola per la conservazione dei dati importanti è semplice: fare delle copie di backup, possibilmente più di una e su supporti di tipo diverso. Un errore comune, in cui è facile cadere, è credere che per essere davvero al sicuro basta fare una copia su Cd, Dvd o hard disk Usb esterno delle cartelle del computer che contengono documenti e file da preservare. Non è per niente vero che, una volta terminata l’operazione di copia, si può stare tranquilli poiché in caso di necessità basterà ricopiare i file dal backup. Avremo infatti buone speranze di recuperare i file solo se l’affidabilità dei dischi su cui viene fatto il backup è maggiore di quella dell’hard disk del computer, perché in caso contrario, nel momento del bisogno, potremmo scoprire che la copia di backup è danneggiata e inservibile. Sfortunatamente gli hard disk esterni Usb sono solitamente meno affidabili di quello interno del Pc, perché più esposti al rischio di cadute e urti, e a volte anche al rischio di surriscaldamento; però anche Cd e Dvd non sono supporti di backup perfetti e possono fallire. Il metodo giusto per mettere i dati al sicuro è quindi la creazione di almeno due backup, usando tecnologie di tipo diverso (per esempio, hard disk e Dvd) o perlomeno supporti di marca diversa. La copia deve anche essere verificata, subito dopo la creazione e possibilmente anche di tanto in tanto, se i dati devono essere conservati a lungo. Avere una seconda copia di backup, anche su un sistema non perfettamente affidabile, è più utile di una sola copia realizzata con un sistema leggermente più affidabile, perché mette al riparo dagli errori umani: basta un attimo di distrazione per lasciar cadere a terra un’unità di backup o dare un comando di cancellazione. Poiché il costo al Mbyte dei dischi continua a scendere, non è perciò necessario investire cifre enormi per mettere i propri dati ragionevolmente al sicuro, o comunque rendere davvero bassa la probabilità di perderli o di non riuscire a recuperarli in caso di errore di lettura.

Individuare i dati Per recuperare in modo mirato i dati che non si riescono più a leggere, è importante sapere che cosa bisogna cercare. Questo sembra un concetto ovvio, ma nella pratica non è sempre così evidente. Molti dati contenuti nell’hard disk e una parte di quelli su Cd e Dvd sono file di controllo gestiti dal sistema e componenti di Windows o dei programmi, che si possono facilmente ricreare ripetendo l’installazione, perciò in caso di errori di lettura è spesso inutile e controproducente cercare di recuperare l’intero contenuto della copia di riserva: se tutto va bene, si perde del tempo per recuperare file non importanti, e nel caso peggiore si sovrascrivono configurazioni, driver e file aggiornati con quelli meno recenti presi dalla copia di backup, o con dati corrotti interpolati e ricostruiti dal programma di recupero. Il modo migliore per evitare queste situazioni consiste nel prevenire il problema e annotarsi, quando ancora tutto funziona bene, dove si trovano i dati inseriti in ciascun programma e quali sono le cartelle che contengono i parametri di configurazione. La ricerca può essere difficile per i programmi che usano sistemi contro la copia, e in questo caso potrebbe essere indispensabile un backup completo dell’hard disk. La musica e i filmati acquistati attraverso i servizi Internet sono invece protetti da un meccanismo standard che sfrutta un file chiamato certificato digitale. Prima di spendere cifre importanti per costruirsi una raccolta di musica digitale, si dovrebbe consultare la guida in linea del negozio musicale Internet per conoscere dove si trova il certificato, come deve essere messo al sicuro e come si fa a reinstallarlo. Se manca il certificato, Windows media player, Itunes o il programma di gestione della musica legale proposto dal servizio Internet prescelto si rifiuta di aprire e suonare i file musicali protetti.

Mettiamo ordine L’ultima buona abitudine da prendere per avere concrete speranze di non perdere i propri dati e di recuperarli per intero in caso di errori è mantenere una gestione ordinata delle cartelle e dei dischi. Naturalmente non c’è bisogno di tenere tutto in perfetto ordine svizzero, anche perché il concetto di ordine è strettamente personale. Per quanto riguarda la sicurezza dei dati, basta superare (senza barare!) un piccolo test empirico: pensiamo a tre file importanti archiviati l’ultima volta un mese fa, sei mesi fa e un anno fa e verifichiamo se siamo in grado di recuperarli entro 10 minuti. Se il tempo necessario alla ricerca è tragicamente lungo, o se solo il pensiero ci lascia atterriti, è il caso di migliorare la situazione. Si può ricorrere a contenitori (o cartelle dell’hard disk) in cui inserire i backup e i dati classificati per mese o per argomento; usare post-it, pennarelli marcatori o qualsiasi altro genere di aiuto: l’importante è essere sicuri di poter recuperare la copia dei dati in poco tempo e con la certezza che è la più aggiornata. La copia dei dati serve anche e soprattutto quando il programma di recupero afferma di aver ricostruito con successo tutti i file persi: l’unico modo per accertarsi se dice la verità è confrontarli con la copia di riserva archiviata, ed è possibile farlo se esiste almeno un file ricostruito che si trova anche nella copia di backup.

Autore: ITespresso
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