Dati inutili se non gestiti

DataStorage

Disporre di quantità enormi di dati può diventare un problema se non si ha un efficiente sistema di classificazione e gestione

Oggi si stanno affermando sempre più nuove applicazioni di Information Classification and Management (Icm) che permettono di archiviare i dati in base al valore del loro contenuto, determinato da obiettivi di business, precisamente stabiliti in funzione delle esigenze di conformità, sicurezza, accessibilità. Inizialmente infatti, in ambito storage, il primo problema da risolvere è stato quello di individuare le necessarie tecnologie che potessero consentire una archiviazione sicura e agevole di grandi quantità di dati, provenienti da diverse fonti e in differenti formati. Una volta resa possibile l’archiviazione, la sicurezza e la disponibilità dei dati salvati, si è immediatamente presentata la necessità di disporre di strumenti sempre più sofisticati che rendessero possibile classificare e recuperare velocemente i dati archiviati. Naturalmente la gestione e classificazione dei dati non si esauriva solamente nell’individuazione e recupero dei dati richiesti, ma si spingeva alla necessità di effettuare una classificazione generale degli stessi in modo tale che fosse possibile assegnarli a periferiche hardware di valore adeguato. Dati recenti e richiesti frequenti si sarebbero così potuti salvare su periferiche veloci e affidabili, mentre dati storici o a bassa richiesta si sarebbero potuti affidare a periferiche più lente ma più capienti. La necessità di gestire efficientemente i dati non è quindi una moda passeggera, e l’Icm non sembra quindi essere un altro dei molti acronimi usa e getta, ai quali l’It ci ha abituato, ma rappresenta piuttosto un concetto che unisce i processi di business allo storage.

Autore: ITespresso
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