Ddl editoria, il ministro fa marcia indietro

Autorità e normativeNormativa
0 0 Non ci sono commenti

Il disegno di legge prevedeva burocrazia, spese, responsabilità penali per
blogger e Webmaster: dopo la polemica, il Ministro delle Comunicazioni ammette
l’errore

Secondo un sondaggio di Sky Tg24, il 71% degli italiani non approva il disegno di legge che obbliga a registrare ogni sito e blog come se svolgessero attività editoriale. Venerdì anche Vnunet.it ha raccolto l’allarme di Civile.it contro il Ddl editoria . Il disegno di legge prevedev a burocrazia, spese, responsabilità penali per blogger e Webmaster occasionali. Ancora una volta un governo italiano si è dimostrato incapace di capire la Rete e interpretarne la dinamica. Il Ddl editoria ha fatto letteralmente insorger blogger, a partire da Beppe Grillo, e tutti i principali siti di informazione, sia online che offline. La mobilitazionale nazionale ha sortito il suo effetto: il ministro delle Comunicazioni fa marcia indietro, e si va verso la riformulazione del disegno di legge. Il ministro Gentiloni , anch’egli blogger, ha ammesso di aver trattato il testo di legge con troppa leggerezza e distrazione: : “Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog (…). Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo“. A questo punto non resta che tenere gli occhi aperti per verificare che il testo, riformulato, non contenga nuove trappole contro la blogosfera e siti Internet italiani. La protesta Web 2.0 della Rete del Belpaes e ha incassato il secondo risultato in pochi giorni: non solo la marcia indietro sul Ddl editoria, ma anche la promessa (da parte de ministro Rutelli) di radicale cambiamento o chiusura del controverso portale Italia.it , che aveva suscitato le proteste di blog e siti in un mare di polemiche, e da un paio di giorni è finito in stand bye.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore