De Benedetti elogia Internet, opportunità per il giornalismo

AziendeMarketingMercati e FinanzaWorkspace
Fieg: cresce la lettura dei giornali online

A e-G8 l’incontro con gli editori ha fatto il punto sulla situazione del giornalismo al tempo di Internet. Perché la Rete è una chance da cogliere, e non il killer dei giornali di carta

A salvare il giornalismo c’è anche l’online. ”Internet offre una grande opportunità al giornalismo, purche’ gli editori e gli altri operatori dell’informazione pensino non a distribuire attraverso la rete i contenuti che gia’ hanno ‘in pancia’ ma piuttosto reinventino prodotti e servizi che coprono i bisogni di un pubblico molto più vasto che vive, lavora, comunica sulla rete” ha detto Carlo De Benedetti all’e-G8 Forum, presidente del Gruppo Editoriale L’Espresso.

In Rete c’è fame di contenuti e notizie tanto che per il pubblico di Internet rimane ‘immutato e anzi crescente” il bisogno di informazione mentre ”tutto il resto cambia: bisogni e abitudini, formati e linguaggi, modelli di business, piattaforme di distribuzione”. Il Web ha schiacciato la carta? “La prima risposta, d’acchito – ha commentato De Benedetti- potrebbe essere ‘si”: lo stesso accadde con la radio negli anni ’20 e ’30 e con la negli anni ’60. Ma i giornali sopravvissero a quelle offensive e hanno poi avuto stagioni di grande successo economico e di straordinario peso socio-politico“. Dunque De Benedetti, che aveva inizialmente sposato la “tesi” di Rupert Murdoch sulla “fine delle news gratis“, ora allarga gli orizzonti nell’era dei social media e della post-produzione, perché è l’ora di differenziare l’offerta: “Porre cosi’ la questione significa ragionare per schemi superati“. E mentre l’online supera la carta, c’è sempre più necessità di editori coraggiosi che sappiano guardare oltre la crisi, esplorando nuove forme e iniziative di informazione in Rete. Perché, mentre la carta è in crisi, non si è mai letto tanto quanto con il digitale come dimostra l’audience online di news e informazione sul Web.

L’online non ucciderà la carta, come la Tv non ha ucciso la radio. “La circolazione della carta stampata non scomparirà, i redditi digitali potranno sostenere il brand nel lungo periodo” ha sottolineato l’amministatore delegato del New York Times, Arthur Sulzberger Jr, dicendo che contano i contenuti e non le piattaforme per definire un gruppo editoriale. Le carte vincenti sono due: flessibilità e capacità di adattarsi. De Benedetti conclude, confermando che Internet è un’opportunità: Internet è gratuito per definizione, la notizia equivale a una commodity. Chiediamo ai nostri lettori di pagare non per sapere cosa succede, ma perché succede“. Dunque reportage, inchieste e analisi (l’informazione di qualità) sono il “core business”. Su chi deve pagare, ancora c’è discussione: “Ma ora Google sta incominciando a capire che deve cambiare” ha concluso De Benedetti.

Per l’ultima copia dei giornali di carta, c’è dunque tempo. Anche perché saranno i lettori, dunque il mercato a scegliere, se vogliono leggere online, su tablet o smartphone. O su e-paper arrotolabili. O ancora sulla cara, vecchia carta.

Dì la tua in Blog Café: e-G8: Internet, una rivoluzione senza bandiera

E-G8 a Parigi: il giornalismo online non uccide la carta
E-G8 a Parigi: il giornalismo online non uccide la carta
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore