Decreto Bondi, l’equo compenso fa rincarare i prezzi del listino Apple

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I primi effetti sui listini hi-tech del Decreto Bondi, che ha esteso l’Equo compenso a una vasta gamma di prodotti tecnologici. Il Decreto Bondi produce rincari

Il decreto è entrato in vigore e già si vedono gli effetti dell’Equo compenso: i rincari, nell’ordine di qualche euro, hanno colpito i prezzi di Mac, iPhone e iPod. L’equo compenso fa lievitare i prezzi del listino Apple, ma ora toccherà molti vendor del settore hi-tech. L’equo compenso esteso potrebbe procurare alla Siae un gettito extra di 58 milioni di euro.

Con il Decreto Bondi sull’Equo compenso è stato esteso il prelievo da parte della SIAE di una quota di prezzo destinato a remunerare gli autori per la copia privata (prima previsto solo s u CD, DVD vergini e masterizzatori) a tutti i dispositivi dotati di memoria, come telefoni cellulari, decoder, console di videogiochi. Secondo Altroconsumo si tratta di una tassa iniqua, in concreto aiuti di Stato alla SIAE e all’industria dell’audiovisivo, con abuso di posizione dominante. E un’interferenza illegittima con il funzionamento del mercato interno UE.

Altroconsumo ha fatto ricorso alla Commissione europea contro il Decreto Bondi. Ecco un esempio di rincari della tassa sull’elettronica consumer. I prezzi degli iPod touch da 8, 32 e 64 gigabyte saliranno a causa di compensi per copia privata di 4,51 euro, 6,44 euro e 9,66 euro.

Equo Compenso Siae
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Autore: ITespresso
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