Decreto Romani: ecco le modifiche richieste

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Il parere è stato approvato questa mattina. Tramontano l’ipotesi di responsabilità dei provider e di “censura preventiva”. Sono trentuno le condizioni e le richieste di modifica: vediamo quali

L’iter del controverso Decreto Romani entra nel vivo. Il parere è stato approvato questa mattina: ammontano a trentuno le condizioni e le richieste di modifica. Ecco quali modifiche ha richiesto la commissioni Cultura e Trasporti della Camera allo schema di decreto legislativo sulle televisioni presentato dal viceministro Paolo Romani.

Tramontano l’ipotesi di responsabilità dei provider e di “censura preventiva”. La dichiarazione di inizio attività per la diffusione di contenuti on demand su internet dovrà essere trasmessa all’Agcom e non al ministero.

I nuovi siti Web necessiteranno dell’autorizzazione diretta dell’Agcom e non del Ministero, solo dopo la messa online del sito stesso.

Sui nodi Internet e produzione audiovisiva, si è fatto qualche passo avanti, ma, secondo Paolo Gentiloni del Pd, “non sufficent i”.

Rimangono invece inalterati altri due nodi: la riduzione della pubblicità per Sky e il conteggio dei programmi per il t etto antitrust.

Il decreto, atto a recepire la direttiva europea in merito alla regolamentazione di Internet e della televisione, aveva finora sollevato forti perplessità da parte di AgCom, Ue e siti informativi stranieri . E, anche dopo gli ultimi ritocchini, la partita rimane ancora aperta, anche se la “censura del Web” sembra scongiurata.

Autore: ITespresso
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