Decreto Semplificazioni: Agcom trovi misure idonee per l’ultimo miglio

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AgCom e l'ultimo miglio

Via libera dalla commissione Affari Costituzionali del Senato: “L’Agcom dovrà individuare misure idonee ad assicurare l’offerta disaggregata”. AgCom ottiene più poteri: dovrà gestire la liberalizzazione

Il Decreto Semplificazioni aveva combinato un “pasticcio” nelle Tlc in materia di disaggregazione dei prezzi relativi all’affitto all’ingrosso della rete fissa e ai servizi accesso. Il caso dell’ultimo miglio aveva messo tutti in guardia, e Franco Bernabè (Telecom) aveva addirittura gridato al pericolo espropriazione. Dietro front, visto che AGCOM e Telecom Italia si opponevano allo scorporo del costo della manutenzione dell’ultimo miglio: il semaforo verde, all’unanimità, giunto dalla commissione Affari Costituzionali del Senato, ha rimesso le cose sulla carreggiata auspicata da tanti, anche se in molti non volevano che ciò comportasse un’attribuzioni di maggiori poteri all’AgCom: “L’Agcom dovrà individuare misure idonee ad assicurare l’offerta disaggregata” dei servizi sull’ultimo miglio delle Tlc.

Il nuovo emendamento del governo, rispetto al testo dell’Esecutivo, è de facto un compromesso fra le proposte del Parlamento, favorevole in realtà a norme immediate, senza dover passare dall’Agcom: “L’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”, si legge nel testo, individua “le misure idonee a assicurare l’offerta disaggregata dei prezzi relativi all’accesso all’ingrosso alla rete fissa e a i servizi accessori, in modo che il prezzo del servizio di accesso all’ingrosso alla rete fissa indichi separatamente il costo della prestazione dell’affitto della linea e il costo delle attività accessorie, quali il servizio di attivazione della linea stessa e il servizio di manutenzione correttiva”.

Nel triennio 2009-2011, in un mercato dell’accesso telefonico in contrazione di più di 500mila linee, gli operatori alternativi hanno totalizzato circa 2,2 milioni di acquisizioni nette” aveva sottolineato di recente Bernabé, spiegando che questo è stato possibile “grazie all’attivazione di più di 2,1 milioni di accessi wholesale forniti da Telecom e di sole 60mila nuove linee di accesso realizzate autonomamente, pari a meno del 3% del totale“. La quota degli alternativi nell’accesso è in fase espansiva, in crescita “in tre anni, di ben 10,5 punti percentuali, passando dal 23,1% di fine 2008 al 33,6% di fine 2011“.

Infine l’Authority per le Comunicazioni sarà obbligata a “rendere possibile per gli operatori richiedenti, acquisire tali servizi anche da imprese terze operanti in regime di concorrenza sotto la vigilanza e secondo le modalità indicate dall’Autorità medesima, assicurando comunque il mantenimento della sicurezza della rete”. Sarà dunque AgCom a gestire la liberalizzazione: l’Authority ottiene più poteri. A questo punto, la palla passa all’AgCom, ma è doveroso sapere che cosa pensano gli alternativi su questa marcia indietro.

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AgCom gestirà l'ultimo miglio
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