Decreto Urbani: è legge

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Approvato il decreto, ma per consentire le modifiche necessarie. Questala decisione dei nostri parlamentari ieri al Senato.

E’ una soluzione molto all’italiana, verrebbe da dire. Comunque sta di fatto che il decreto Urbani è diventato legge a tutti gli effetti e dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dovrà essere applicato. L’escamotage trovato dai nostri politici consiste nell’approvare il decreto per consentire in breve tempo la presentazione di una nuova proposta che corregga gli errori inseriti in questa. Il decreto, infatti, seppur introducendo anche soluzioni giuste, come il finanziamento pubblico per il cinema e lo sport, prevede sanzioni pesanti e galera per chi scarica da Internet file musicali anche per uso personale; e introduce una tassa su masterizzatori e software di masterizzazione. Provvedimenti che tutti gli esperti, esclusi i rappresentanti delle case discografiche, hanno ritenuto sbagliate. Il decreto quindi è passato, ma i malumori serpeggiavano da più parti ieri al Senato, anche se solo la sinistra più intransigente (Verdi, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e partito Di Pietro) ha votato contro; mentre il Centosinistra si è astenuto e la maggioranza ha votato a favore. In pratica, i parlamentari, lo stesso Urbani d’accordo, si sono impegnati a preparare una nuova legge che apporti le necessarie modifiche. Tra queste togliere la tassa sulla masterizzazione e l’obbligo del bollino su tutti i materiali soggetti a diritto d’autore. L’impegno preso dal Governo è di avviare l’iter della nuova legge entro un paio di settimane. D’altra parte non c’era ormai molto da fare, nonostante le manifestazioni organizzate fuori da Palazzo Madama e i 750 emendamenti presentati dal Verde Fiorello Cortiana, costretto a ritirarli, a causa del contingentamento dei tempi che avrebbe neutralizzato gli sforzi. Quanto messo all’ordine del giorno, non obbliga nessuno a mantenere la parola, ma visto le molte perplessità emerse, che lo stesso Urbani in qualche modo ha ritenuto giustificate, e l’impegno preso da tutti i capigruppo, si può ottimisticamente sperare che il Governo possa porre a breve rimedio. I Verdi e tutti gli altri partiti che si sono opposti, non hanno comunque intenzione di abbassare le “armi”.

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Decreto Urbani: l’intervento del Governo

Autore: ITespresso
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