Decreto Urbani: è rottura

NetworkProvider e servizi Internet

Il dibattito al Senato si fa sempre più duro ed è sempre più probabile che passino le pesanti sanzioni previste per chi scarica da Internet file musicali o altro materiale protetto dal diritto d’autore.

I Verdi, ma anche il partito di Rifondazione Comunista, hanno deciso di non mollare e chiedono non solo l’aiuto degli altri partiti d’opposizione, ma anche quello delle migliaia di utenti che usano la Rete per scaricare musica. Fiorello Cortiana, dei Verdi, ha espresso ieri forti perplessità che la Maggioranza voglia modificare l’articolo che prevede sanzioni pesanti, anche a chi scarica un file Mp3 per uso personale. Si parla di multe fino a oltre 15mila euro e perfino di carcere fino a 4 anni. Una stortura, ritengono i Verdi, che nessun altro paese europeo ha introdotto nel proprio ordinamento. Nella giornata di ieri c’è stata anche l’audizione dell’associazione che raggruppa i provider italiani, Aiip, la quale ha espresso le medesime perplessità in proposito e ha chiesto l’immediato annullamento dell’articolo 1 che regola le procedure e le sanzioni contro la pirateria. L’Aiip ha inoltre sottolineato come sia sbagliata la prevista tassa sui masterizzatori e sui software per la masterizzazione, che non fa altro che aumentare gli oneri a carico dei produttori. L’esponente dei Verdi Cortiana, a fine giornata, quando oramai sembrava chiara l’intenzione del governo di non voler assolutamente cambiare nulla, ha chiesto l’aiuto della gente comune. Sul suo sito personale ? www.fiorellocortiana.it – chiunque potrà proporre emendamenti da presentare al Senato. Questo, spiega Cortiana, costringerà il Senato a discuterli e a votarli, allungando i tempi per l’approvazione del decreto legge. La Costituzione italiana prevede che un provvedimento debba terminare il proprio iter ed essere approvato entro 60 giorni, altrimenti decade. La Fimi (Federazione dell’industria musicale italiana), che rappresenta l’industria discografica, ha invece espresso parere favorevole e afferma che il provvedimento non debba subire altre modifiche. Solo così, affermano gli esponenti dell’industria musicale, si potrà realmente fermare la pirateria su Internet. La giornata di ieri sembra quindi aver radicalizzato tutte le parti nelle proprie posizioni, in un punto di non ritorno, che non farà sicuramente bene al mercato.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore