DeepFace semplificherà il riconoscimento facciale di Facebook

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Facebook sviluppa DeepFace per il riconoscimento facciale
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Facebook sviluppa DeepFace per il riconoscimento facciale. Un nuovo rischio per la privacy nell’era degli Smart Glass e della tecnologia da indossare

Nel 2012 Facebook venne costretta a disabilitare la funzione tag suggestion per gli utenti dei paesi europei. Anche in Germania, la Hamburg Commissioner for Data Protection (HmbBfDI) ha emesso un ordine di servizio contro il riconoscimento facciale, in maniera indipendente rispetto all’Irish Data Protection Commissioner, l’Authority di Dublino che in Europa si occupa della gestione dei dati sensibili. Il riconoscimento facciale, che perfino i Google Glass (gli occhialini hi-tech) negano di voler promuovere, ritorna sugli scudi: il social network di Menlo Park starebbe portando a conclusione lo sviluppo di DeepFace, uno strumento in grado di automatizzare il riconoscimento dei volti. DeepFace, in fase di test, avrebbe già messo a segno un’accuratezza di rilevamento intorno al 97%. Un essere umano, in questi esperimenti, raggiunge il 97,5% contro il 97,25% dello strumento di Facebook.

Per ogni foto, DeepFace realizza un modello 3D dei volti: il modello tridimensionale del viso viene ruotato per fornire un’indicazione delle caratteristiche salienti di ogni volto, a seconda dell’angolazione. Se la foto ritrae una persona con la testa inclinata, si evitano incertezze.

Poiché Facebook archivia miliardi di foto raffiguranti un numero impressionante di volti di persone di tutto il mondo. Con DeepFace, il social network potrà “taggare” automaticamente le facce ed offrire immediatamente delle statistiche sui contatti che pubblicano foto con il proprio volto.

Per disabilitare l’app costruita dalla azienda israeliana Face, si entra nelle impostazioni della Privacy del proprio profilo, si selezione l’opzione Suggerisci agli amici le foto in cui ci sono io, si fa clic su Modifica e , quindi, si digita: No. Vedremo se DeepFace permetterà di essere disabilitata con semplicità. Ma l’Europa, che sta riformando la normativa sulla privacy, sarà in prima linea per tutelare la riservatezza degli utenti dell’Unione europea.

Le applicazioni di DeepFace nell’era degli Smart Glass e della Wearable tech (la tecnologia da indossare), potrebbero essere vastissime: tutto dipenderebbe dalla fantasia degli sviluppatori, grazie a una base di partenza di 1,25 miliardi di utenti iscritti a Facebook. Ma con potenzialità così vaste, forse le API di DeepFace non vedranno mai la luce. La privacy, già sotto pressione nel Web 2.0, potrebbe davvero finire su un binario morto con l’avvento di tecnologie così invasive. E perfino in Mark Zuckerberg, il co-fondatore che decretò la “morte della privacy”, potrebbe sorgere qualche forte perplessità: i dubbi suscitati dall’acquisizione di Whatsapp, dimostrano che gli utenti tengono ancora alla loro privacy.

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Autore: ITespresso
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