Delega lavoro, Confprofessioni chiede interventi strutturali per una riforma efficace

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Confprofessioni commenta il DDL delega sul Lavoro
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Secondo Confprofessioni servono interventi strutturali per una buona riforma del Lavoro. Stella ha commentato il Ddl delega: “Progetto ambizioso che può creare occupazione, se calato nella realtà di tutti i settori produttivi, comprese le professioni”

Confprofessioni ha presentato al Senato le osservazioni dei liberi professionisti al disegno di legge (ddl) delega in materia di lavoro. Confprofessioni commenta il DDL delega sul Lavoro: “Progetto ambizioso che può creare occupazione, se calato nella realtà di tutti i settori produttivi, comprese le professioni” ha dichiarato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, intervenuto alla commissione Lavoro del Senato, purché gli interventi strutturali vengano inquadrati in una visione a 360 gradi: “Servono interventi strutturali per rendere organica ed efficace la riforma del lavoro”.

Sono positivi la razionalizzazione degli ammortizzatori sociali, l’universalizzazione delle tutele e il riordino delle forme contrattuali, “ma su alcune questioni fondamentali quali il sostegno al reddito e le politiche attive sarà inevitabile riflettere sul capitolo dei costi, in quanto sono difficilmente ipotizzabili misure a costo zero” ha precisato il presidente di Confprofessioni, evidenziando l’autonomia negoziale delle parti sociali che,  tramite la contrattazione collettiva, possono declinare alle specificità dei singoli settori la regolazione del mercato del lavoro.

Confprofessioni commenta il DDL delega sul Lavoro
Confprofessioni commenta il DDL delega sul Lavoro

La Confederazione italiana libere professioni ritiene che riordinare gli ammortizzatori sociali vada nella giusta direzione, ma dovrebbe promuovere maggiormente l’integrazione tra pubblico e privato per agganciare le politiche attive del lavoro. Inoltre bisogna mettere l’accento suylla produttività: “È importante valorizzare la sinergia pubblico privato sia nel campo degli ammortizzatori sociali sia in quello dell’intermediazione nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro” – ha sottolineato Stella. “Deve poi riflettersi nell’ambito del riordino delle tipologie contrattuali sull’introduzione di un contratto a salario di ingresso minimo concordato e potenziare la crescita della parte economica rendendo strutturali gli sgravi contributivi e fiscali sulle retribuzioni legate alla produttività. Di produttività tra l’altro non si parla nella delega”.

Autore: ITespresso
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