Delocalizzazione e competitività del sistema Paese

Aziende

Alcuni stralci su un tema del progetto "Innovazione tecnologica, sviluppo dell’occupazione e nuova competitività del Sistema Paese" promosso da Idc

Da tempo si discute sui vantaggi offerti dal trasferimento d’attività aziendali in paesi lontani piuttosto che in aree geografiche più vicine. Il mito nascente dell’offshore nei confronti del nearshore nazionale all’interno delle strategie aziendali non sempre va visto come elemento contrario allo sviluppo dell’economia nazionale.

“Il fenomeno dell’offshore è vissuto come una possibile minaccia all’economia italiana, in tutti i settori di attività – commenta Guido Pagnini, It research director, di Idc Italia -. Per quanto riguarda il mercato italiano dell’It, le stime sull’impatto della delocalizzazione di attività produttive non sono preoccupanti, rispetto a quanto si prevede in altri Paesi europei”.

In questa congiuntura è fondamentale, che l’Italia, come già accade per altri paesi come Irlanda e Spagna, possa trasformare questo problema in opportunità, favorendo investimenti per diventare fornitore netto di servizi offshore o, più facilmente, nearshore. I Paesi per i quali si stimano cali di occupazione più contenuti sono proprio gli stessi, (Irlanda e Spagna, seguiti da Grecia e Portogallo) che si sono proposti o si stanno proponendo sul mercato con un solido vantaggio competitivo basato su incentivi fiscali, agevolazioni agli investimenti e supporto alla formazione di risorse umane. Da tenere in considerazione è il fatto che le aziende italiane sono poco propense all’offshore tout court. Questo elemento potrebbe giustificare, in se, interventi a sostegno dello sviluppo del Mezzogiorno italiano che, in questa congiuntura internazionale, potrebbe rappresentare un fornitore netto di nearshore, a patto di garantire un buon livello di competitività sui costi, ma anche sulle competenze e sulle infrastrutture. Sono dunque indispensabili politiche pubbliche di sostegno, tanto quanto un gioco di squadra fra istituzioni, imprese e università.

“L’impresa italiana deve uscire dalla logica della semplice delocalizzazione e trovare il giusto supporto dalle istituzioni per potersi proporre anche a livello internazionale – prosegue Pagnini -. Ciascun Paese deve investire sul proprio vantaggio comparato. In Italia, oggi più che mai, è necessario che le capacità imprenditoriali, la good citizenship delle multinazionali, gli interventi delle istituzioni convergano per valorizzare i vantaggi competitivi dell’economia italiana”.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore