Devil May Cry 3 ? Dante’s Awakening SE

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Se nel vostro PC anziché un virus c’è un demone, ecco il gioco che fa per
voi?

La genesi di questa Special Edition in versione PC è piuttosto complessa e articolata. Rappresenta infatti la conversione diretta dell’omonimo videogioco sviluppato per PlayStation 2, quando questo, a sua volta, già costituiva un’edizione ?riveduta e corretta? del Devil May Cry 3 originale. Purtroppo, il progetto è curato dalla stessa Capcom, oramai nota per la pochezza tecnica delle sue conversioni. Il risultato è che DMC3 Special Edition non sfrutta in alcun modo la superiorità tecnologica del computer ma, anzi, lo piega a forza ai paradigmi della console, a cominciare dalla necessità assoluta di disporre di un joypad. Le texture inoltre appaiono a bassa risoluzione (quella tipica della PS2) e con una modesta profondità cromatica, il Dolby Digital è sparito nel nulla, mentre anche la fluidità della grafica è quanto mai variabile. Il gioco in sé, invece, è del tutto riuscito. La Special Edition arricchisce infatti il buon Devil May Cry 3 che, a sua volta, si era già fatto perdonare il modesto predecessore. Al già conosciutissimo cacciatore di demoni, Dante, si aggiunge qui suo fratello Vergil: una volta terminata l’avventura nei panni del primo è possibile infatti riviverla in quelli del secondo, gustandosi così un nuovo stile di combattimento e tre nuove armi che possono essere equipaggiate contemporaneamente. Purtroppo il nuovo personaggio è appena abbozzato sotto il profilo della giocabilità, e sarete chiamati a ripercorrere pedissequamente tutti gli scenari già esplorati dal fratello. Agli extra si aggiunge la modalità ?Palazzo insanguinato? (una sorta di arena in cui combattere ininterrottamente orde di nemici attraverso 10.000 livelli) e il ?Turbo? che rende il gioco ancor più frenetico, aumentandone la velocità del 20%. Anche il livello di difficoltà è stato ricalibrato, mettendo così una pezza a quello che probabilmente era il maggior difetto del Devil May Cry 3 originale. I masochisti possono comunque contare ora sul livello ?Molto Difficile?, mentre i meno resistenti alla frustrazione hanno l’opportunità di ricominciare a giocare esattamente dal punto in cui il proprio personaggio viene ucciso (e non dal checkpoint più vicino). Per il resto il gioco è identico a DMC3: azione frenetica in terza persona in cui, Dante, in un’orgia gotico-acrobatica, procede allo sterminio di tutto ciò che si muove. Ogni combattimento può essere affrontato secondo quattro differenti stili marziali: ?Guardia Reale?, ?Giocoliere?, ?Maestro di Spada? e ?Tiratore?, rispettivamente incentrati su parate, schivate, armi da taglio e armi da fuoco. Come in ogni altro episodio della saga Dante può poi potenziare il proprio arsenale e acquisire nuove abilità raccogliendo i consueti ?globi rossi? lasciati in eredità dai nemici uccisi. Altri globi consentono invece di ripristinare la salute o di accumulare energia per rimanere più a lungo nello status di ?demone?, una condizione in cui Dante diviene invulnerabile e può causare una spaventosa quantità di danni. Nel complesso si tratta di un gioco divertente, a patto di avere la forza interiore di sopportare una telecamera alquanto capricciosa, sempre che non si sia già giocato a Devil May Cry 3.

Autore: ITespresso
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