La Dichiarazione dei diritti di Internet in 14 punti

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La Dichiarazione dei diritti di Internet, una sorta di Costituzione per la Rete in 14 punti, dal prossimo 27 ottobre, per quattro mesi, sarà sottoposta a una consultazione pubblica. Ecco una sintesi dei temi affrontati
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La Dichiarazione dei diritti di Internet, una sorta di Costituzione per la Rete in 14 punti, dal prossimo 27 ottobre, per quattro mesi, sarà sottoposta a una consultazione pubblica. Ecco una sintesi dei temi affrontati

La Camera dei Deputati ha presentato la Dichiarazione dei diritti di Internet, una sorta di Costituzione per la Rete in 14 punti, che dal prossimo 27 ottobre, per quattro mesi, sarà sottoposta a una consultazione pubblica. La piattaforma sarà aperta a commenti e segnalazioni, per discutere i 14 punti della Dichiarazione dei diritti di Internet, che vanno dal diritto all’accesso all’educazione, spaziando per la neutralità della rete, la privacy e il diritto all’oblio.

Vediamo i quattordici punti, nel dettaglio. Al primo punto è il riconoscimento dei diritti in Internet, che è fondato sul pieno “rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza e della diversità di ogni persona”, i principi cardine riconosciuti dal Diritto internazionale, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea alle Costituzioni eccetera.

La Dichiarazione dei diritti di Internet, una sorta di Costituzione per la Rete in 14 punti, dal prossimo 27 ottobre, per quattro mesi, sarà sottoposta a una consultazione pubblica. Ecco una sintesi dei temi affrontati
La Dichiarazione dei diritti di Internet, una sorta di Costituzione per la Rete in 14 punti, dal prossimo 27 ottobre, per quattro mesi, sarà sottoposta a una consultazione pubblica. Ecco una sintesi dei temi affrontati

Il diritto all’accesso si piazza al punto due: ogni persona ha eguale diritto di accedere a Internet in condizioni di parità, ed include la libertà di scelta per quanto riguarda sistemi operativi, software e applicazioni: “L’effettiva tutela del diritto di accesso esige adeguati interventi pubblici per il superamento di ogni forma di divario digitale – culturale, infrastrutturale, economico – con particolare riferimento all’accessibilità delle persone con disabilità“.

Al terzo punto spicca la neutralità della Rete, al quarto è riconosciuta la protezione dei dati personali, al quinto il Diritto all’autodeterminazione informativa.

Sesto punto riguarda l’inviolabilità dei sistemi e domicili informatici, i trattamenti devono essere automatizzati al settimo punto, ogni utente ha diritto all’identità, aggiornata. Diritto all’anonimato e all’oblio rappresentano i punti otto e nove. Infine chiudono il Bill of Rights, voluto da Stefano Rodotà: i diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme, la sicurezza online, il diritto all’educazione e i parametri per il governo della rete.

Secondo Altroconsumo, “nella Dichiarazione, si ribadisce l’importanza di una adeguata tutela dei dati personali in Rete ma si riconosce come fondamentale anche il diritto di accesso a Internet, in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate, e il diritto alla neutralità della Rete: ogni persona ha il diritto a che i dati che trasmette e riceve in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone. La neutralità della Rete, fissa e mobile, e il diritto di accesso garantiscono il mantenimento della capacità generativa di Internet anche in riferimento alla produzione di innovazione“. Infine “alcuni Principi della Dichiarazione sono rivolti anche allo stesso Legislatore: l’innovazione normativa in materia di Internet deve essere sottoposta a valutazione di impatto sull’ecosistema digitale“.

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