I dieci principali rischi per la privacy

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I dieci principali rischi per la privacy
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Dalle smart tv alla telefonia, fino alla Wearable Tech, la tecnologia da indossare. I dieci problemi per la privacy

Alcuni giorni fa abbiamo scoperto che le Smart TV Samsung dotate di sistemi di riconoscimento vocale ascoltano ciò che viene detto, e lo trasmettono a terze parti per trasformare le parole in comandi impartiti al dispositivo. Le smart tv non sono in grado di distinguere fra conversazioni private e comandi vocali. Il televisore smart non percepisce solo la richiesta di cambiare volume o canale, ma tutto ciò che viene detto in prossimità. Dunque, i possessori di televisori intelligenti hanno una cimice in salotto. Ma l’invasione della privacy non deve temere solo i rischi connessi alle smart TV. Valutiamo i dieci principali rischi per la privacy.

Wearable Tech

I rischi per la privacy legati con la Wearable Tech, la tecnologia da indossare
I rischi per la privacy legati con la Wearable Tech, la tecnologia da indossare

Quando si indossa uno smartwatch o un braccialetto per il fitness, decidiamo di condividere dati medici con l’azienda tecnologica e le terze parti. Le apps sanno dove siete stati, a che velocità, per quanti Km, il vostro peso ed altezza, e le calorie ingerite e bruciate: la Wearable tech, la tecnologia da indossare, sa di un utente quanto il suo medico personale. A causa di cyber attacchi, questi dati personali e sensibili, potrebbero diventare di pubblico dominio.

NFC 

La tecnologia NFC è usata anche da Apple Pay
La tecnologia NFC è usata anche da Apple Pay

La tecnologia Near Field Communication (NFC) è molto utile, può essere utilizzata per inviare informazioni di contatti fra dispositivi (come Android Beam) ed effettuare pagamenti via smartphone (come Apple Pay).

Ma anche NFC può mettere in pericolo i dati personali. La tecnologia invia dati a terze parti. Quando paghiamo, si invano informazioni finanziarie a terminali point of sale (POS). I recenti data breach di troppi POS, sono la dimostrazione che riporre fiducia nelle terze parti, può in effetti essere pericoloso.

Le apps per smartphone

Rischio privacy legato alle apps gratuite per smartphone
Rischio privacy legato alle apps gratuite per smartphone

 

Le applicazioni gratuite non sono veramente gratis: leggendo i termini di servizio, si scopre che spesso paghiamo le applicazioni free a spese delle informazioni personali. A mettere a rischio gli utenti mobili, non ci sono solo le apps malevoli, ma anche le apps gratuite. Quando, poi, le applicazioni ci chiedono di accedere ai nostri social media, email e perfino alla foto/videocamera, sappiamo quali rischi corriamo in termini di riservatezza.

La smart TV vi ascolta

La smart tv ci ascolta
La smart tv ci ascolta

L’informativa per la privacy delle Smart TV di Samsung, recita: “Attenzione: se le parole che pronunciate includono informazioni personali o sensibili, siate consapevoli del fatto che queste informazioni saranno fra i dati raccolti e trasmessi a terze parti attraverso il nostro sistema di riconoscimento vocale“. I sistemi dedicati all’intrattenimento domestico raccolgono informazioni e le trasmettono per essere elaborate e tramutate in funzioni al servizio del consumatore. In passato simili accuse erano state rivolte a Lg. Electronic Frontier Foundation  (EFF) punta il dito contro la trasparenza, se i dati vengono trasmessi in maniera cifrata e sicura. Samsung ha spiegato che la funzione di riconoscimento vocale può essere attivata o disavilitata e il proprietario del televisore può decidere di disconnettere il televisore dalla Rete WiFi. Inoltre Samsung rassicura di aver adottato la cifratura dei dati, “per garantire la tutela delle informazioni personali dei consumatori e per prevenire la raccolta e gli usi non autorizzati di questi dati“.

WiFi pubblico

WiFi pubblico
WiFi pubblico

Le città fanno a gare per offrire l’accesso pubblico al WiFi, per consentire a cittadini e turisti di connettersi da ogni luogo.

È sufficiente leggere i termini di servizio dell’accesso al Wifi pubblici, per capire quali rischi si corrono: potrebbe essere monitorata la navigazione online, viene tracciata e registrata la localizzazione dell’IP address, dunque, se non usate una VPN, sarà facile localizzarvi.

Le console di gioco

Oggi le console permettono di giocare, vedere Tv in streaming, registrare suoni e video, e, in alcuni casi, riconoscere faccia e movimenti. Le console inoltre permettono di usare servzi nel cloud ed archiviare molti dati sugli utenti. Dalle abitudini di gioco alle interazioni e comunicazioni con gli utenti, le console oggi monitorano tutto o quasi. Se Nsa accedeva a Xbox Live e Psn, un motivo c’è.

Gli assistenti vocali

Ogni player vocale ha il suo assistente vocale: Apple offre Siri, Microsoft propone Cortana, il motore di ricerca di Mountain View ha Google Now. Ricordatevi che tutto ciò che diciamo al nostro smartphone o tablet, non rimane fra quattro mura, fra noi e il dispositivo, ma viene inviato attraverso internet al datacentre per la  traduzione e viene archiviato per mesi e forse anni. Tempo fa IBM ha bandito l’uso di Siri in ufficio.

Connected car

Il mondo delle auto è in grande evoluzione: salgono sui veicoli, la connettività wireless, l’info-tainment e tecnologie per le self-driving car. Produttori e terze parti monitorano dati sulla velocità, location, consumo e controllo dell’auto.

Chip sottocutanei e connected home

La Bbc ha svelato che un ufficio svedese ha innestato ai dipendenti, su base volontaria, un microchip sottocutaneo, tra pollice e indice, per aprire porte, fotocopiare documenti o pagare il caffè al bar. Al posto del badge.

Ma al primo posto dell’invasione privacy è la Smart home: la casa super connessa, dove si controllano a distanza illuminazione, riscadamento e se il frigorifero è vuoto. Tutte le abitudini casalinghe vengono monitorate, registrate ed archiviate in database, a cui hanno accesso anche terze parti. Internet delle Cose rappresenta una grande evoluzione, ma la privacy va tutelata anche se compriamo un termostato o un frigo smart.

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