Digiarte 2005: rassegna di arte e fotografia digitale

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L’esposizione internazionale di arte e fotografia digitale dedica nell’edizione 2005 un convegno sulla fruizione dell’arte con i nuovi media ovvero su come e chi può accedere all’Arte in Rete

Esistono due nuovi motori di ricerca ( http://search.creativecommons.org e http://search.yahoo.com/cc ) che forse ci aiutano ad avere un’idea di come sempre più artisti digitali si stanno orientando verso un atteggiamento di libera fruizione delle proprie opere: interrogando infatti questi due motori di ricerca che sono specializzati nella ricerca di contenuti ad accesso libero con la parola chiave arte si arriva a due risultati rispettivamente di 2.752 e 50.900 siti Web che ospitano opere sotto l’innovativa licenza Creative Commons nella sua forma di estrema libertà di accesso e riproduzione (possibilità di modifica e di riutilizzo commerciale dell’opera coperta da tale licenza). L ‘edizione internazionale di arte e fotografia digitale Digiarte 2005 ( www.digiarte.info ) da poco inclusa in un programma dell’Unesco sui portali d’arte in Rete si propone con un convegno che si terrà a Sesto Fiorentino sabato 28 maggio di riflettere non solo sui problemi di copyright inerenti la fruizione dell’Arte in Rete ma anche sulle nuove possibilità aperte dal diffondersi di licenze per la libera condivisione e fruizione delle opere d’arte in Internet come l’emergente Creative Commons. Impreziosito dalla presenza di Tommaso Tozzi con la sua interpretazione di Arte in Rete basata sul principio della libera comunicazione ed interazione e da un’esposizione di un artista cinese su un fenomeno artisitico digitale emergente (i photoblog) Digiarte 2005 cercherà anche di interrogarsi su chi e come può accedere alle opere d’arte in Rete anche alla luce della neonata legislazione italiana sull’accessibilità Web. In un momento in cui i requisiti tecnici della legge non sono stati ancora pubblicati in Gazzetta ma solo ipotizzati sul Web governativo il convegno vuole essere anche un modesto ma sincero contributo a confrontarsi sulle esigenze di chi vuole continuare a fare Arte in Rete con l’utopia di poter comunicare con un universo di percezioni spesso sconosciute e disattese attraverso soluzioni che tengano conto delle esigenze dell’utenza finale ancor più degli standard e degli orientamenti burocratici correnti.

Autore: ITespresso
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