Digital Divide, al via i bandi per 900 milioni di euro

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Due miliardi dalla UE per la banda larga

I fondi sono stanziati sia per azzerare il digital divide che per la banda ultralarga, da portare a 4 milioni di cittadini in 180 comuni del Sud. Fra il 2014 e il 2020 il piano sarà esteso anche al Centro-Nord

Contro il divario digitale, che finora pesava come un macigno sull’Agenda digitale e sui servizi di e-government al cittadino, sta per arrivare uno stanziamento da 900 milioni di euro, dei quali 237 milioni, pari al 30%, arriveranno dai privati. Sperando che non sia solo il “solito annuncio elettorale”, come già abbiamo visto in passato, i fondi sono stati stabiliti dal ministero dello Sviluppo Economico e da quello della Coesione Territoriale, con due obiettivi: sia per azzerare il Digital Divide in 180 comuni del Sud sia per sviluppare la banda ultralarga fino a 100 Mbit/s. Lo stanziamento di 900 milioni di euro ha lo scopo di portare una connessione almeno a 2 Mbit/s a 2,8 milioni di cittadini residenti in 3.600 località in tutta Italia, senza dimenticare la banda ultra larga, da realizzare attraverso una rete NGN (di nuova generazione) fino a 100 Mbit/s. L’annuncio è stato dato dal MISE per il Progetto Strategico Banda Ultralarga approvato dalla Commissione Europea con decisione C(2012) 9833 del 18 dicembre 2012.

Sono al via anche i cantieri per portare banda ultralarga, con velocità da 30 Mbit/s a un massimo di 100 Mbit/s, a 4 milioni di cittadini in 180 comuni del Sud: in Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Sicilia. Fra il 2014 e il 2020, le risorse della programmazione comunitaria renderanno possibile l’estensione al Centro-Nord del piano per la banda ultralarga.

Grazie ai fondi è possibile raggiungere anche quelle località che non sono strategiche per gli operatori Tlc. Il ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera ha affermato che l’assegnazione dei fondi prenderà il via a marzo mentre i cantieri chiuderanno nel 2015. Il ministero prevede la creazione di 5.000 posti di lavoro e stima inoltre un impatto positivo con una crescxita del PIL pari a 1,3 miliardi di euro.

Secondo Eurostat, l’Europa detiene un accesso a Internet al 70 % delle abitazioni, con il 61 % connesso in banda larga. La percentuale è raddoppiata dal 2006. L’Italia si deve accontentare ancora di una penetrazione del 49 % nel 2010, contro il 16 % nel 2006. A fine 2012 Agcom ha rilevato che il numero di abbonamenti alla rete fissa nell’arco dei primi 9 mesi del 2012 si è contratto di circa 500.000 unità. A pesare sono la crisi economica, la disoccupazione eccetera. Ma ciò significa che gli italiani hanno un “divario culturale” (oltreché digitale) alto: non sono in grado di capire che la Rete aiuta a trovare lavoro, a risparmiare tempo e e denaro. Ma l’genda Digitale genera una crescita del Pil Ue del 5% nei prossimi otto anni, e fino a 3,8 milioni di nuovi posti di lavoro, di cui 1,2 milioni in cantiere, con la costruzione di nuove infrastrutture. Purtoppo però l’Italia è ancora indietro: secondo Akamai, ad ottobre 2012 il nostro Paese si piazzava al penultimo posto per numero di connessioni sia banda larga sia banda ultralarga, e peggio di noi faceva solo la Turchia.

Il MISE ha stabilito i fondi contro il Digital divide e per la banda ultralarga @ shutterstock
Il MISE ha stabilito i fondi contro il Digital divide e per la banda ultralarga
Autore: ITespresso
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