Digital imaging

Aziende

Fotografia digitale ma anche monitor lcd e videoproiettori, ovvero come limpatto delle immagini modifica il modello di business aziendale. Mercato e tecnologie.

In un recente rapporto Idc azzarda la previsione che questanno il fatturato generato dagli schermi Lcd sovrasterà quello dei monitor Crt. Si tratta di un mercato che supererà, a livello mondiale i 20 miliardi di dollari. Questo nonostante il cambiamento avvenuto negli ultimi anni, che ha portato a una evidente riduzione dei prezzi, che daltro canto ha spinto in misura sempre maggiore il consumatore ad acquistare questo tipo di schermi. Dal punto di vista funzionale, lo schermo Lcd garantisce una serie di vantaggi ritenuti molto importanti dallutilizzatore il minore spazio occupato, il design più gradevole e facilmente inseribile allinterno anche di un appartamento, lassenza di radiazioni. Grazie alla diffusione degli Lcd, il mercato dei monitor, secondo Idc, è cresciuto dello 0,7% dal 2001 al 2002, nonostante le difficoltà riscontrate dal comparto It; appena qualche mese fa, agosto 2002, circolavano voci di un ridimensionamento delle vendite degli Lcd a causa del forte rallentamento della vendita di computer; la situazione invece è migliorata nellultimo periodo e le stime per i prossimi mesi continuano a essere positive. Per il 2003 ci si attende un rialzo del fatturato del 4,8%. La riduzione dei prezzi sta spostando anche lacquisto verso schermi di maggiori dimensioni. Gli analisti ritengono che fino al 2004 continuerà a predominare il monitor da 15 pollici, mentre dallanno successivo, la scelta del consumatore si sposterà verso quelli più grandi da 17 pollici. Una scelta che potrebbe accelerare rapidamente, visto che alcuni produttori di computer portatili stanno spostando il loro interesse proprio verso questa categoria. Per gli schermi più grandi, finora i più venduti sono quelli da 18 pollici a scapito dei 19, ma si prevede anche in questo caso uno spostamento a breve verso i più grandi, che diverranno lo standard. Larea geografica con la quota di mercato più elevata, è quella statunitense, con il 34,4% come quantità di pezzi venduti, seguita dai paesi europei che hanno conquistato il secondo posto a scapito dellarea Asia Pacifico, con il 24% di market share. Il nostro Paese, secondo la società Mekos DisplayCast, ha sorpreso gli analisti per i risultati conseguiti nel 2002, che hanno determinato la crescita più elevata in Europa. Nel secondo trimestre lItalia rappresentava il mercato più grande nel vecchio le vendite sono salite del 217% rispetto al medesimo periodo del 2001 e nellintero anno si è raggiunto il numero di 221.000 pezzi contro i 69.000 dellanno precedente. Gli schermi Lcd rappresentano oggi un terzo del mercato italiano totale dei monitor, nonostante non siamo stati i primi ad adottare questa tecnologia; probabilmente il forte balzo degli ultimi tempi è stato determinato dalla riduzione dei prezzi, che in Italia è sempre motivo trainante. Non dimentichiamo comunque che la qualità offerta oggi da questa tipologia di monitor è molto elevata e lo stesso consumatore è in grado di coglierla. Dopo un periodo altalenante, il settore dei monitor Lcd sembra quindi conquistare un significativo posto nel mercato mondiale. Anche se la concorrenza, cioè la tecnologia Crt, continuerà a essere competitiva e a dare un bel filo da torcere.

Il monitor è il mezzo che consente di poter vedere subito le immagini che sono state realizzate. Negli ultimi tempi si è assistito anche in questo campo a notevoli miglioramenti tecnologici. Gli schermi Lcd non solo hanno fatto passi di grande importanza dal punto di vista della qualità, ma si sono anche abbassati i costi. A tutto vantaggio del consumatore. Prima di parlare di mercato, è opportuno capire quali sono le differenze tecnologiche esistenti tra gli schermi Crt (Cathode ray tube) e gli Lcd (Liquid crystal display). Nel primo caso, come si evince dal nome stesso, è uno schermo tradizionale che ricorre allimpiego di un tubo catodico, come avviene nei televisori tradizionali. Vi è quindi una struttura a griglia formata da pixel e un cannone che spara una serie di elettroni verso una superficie a fosfori, la quale consente di vedere gli effetti che la luce provoca su di essa. Quando gli elettroni colpiscono le griglie di pixel, attraverso una particolare reazione si forma un punto luce. A questo punto interviene un processo di miscelazione dei colori che dà origine allimmagine. Negli schermi Lcd non cè il tubo catadico e la formazione dei colori avviene attraverso limpiego di elementi, i cristalli liquidi, che operano da filtri per la luce che li attraversa. Si tratta di filtri polarizzatori e altri di tipo Rgb adibiti alla formazione successiva dei colori. La tecnologia adottata consente di avere schermi con uno spessore assai ridotto rispetto a quelli Crt. Levoluzione delle tecnologie, inoltre, ha permesso di costruire monitor con una qualità e una luminosità di livello molto elevato. Da sottolineare tra laltro, che gli Lcd non emettono radiazioni.

È un mercato in crescita e sicuramente in grande fermento, lo affermano tutti gli esperti. E la sua grande diffusione è iniziata a partire dal 2001, anno in cui sono apparsi sul mercato apparecchi con prestazioni di buon livello e prezzi abbordabili. Le previsioni parlavano di una forte diminuzione dei prezzi ed è ciò che è avvenuto e sta tuttora avvenendo, oltre a un grande ampliamento della fascia media, quella che include fotocamere con sensori intorno ai 3 milioni di pixel. Per capire meglio landamento del settore è utile fare una panoramica del mercato statunitense, in genere guida di tutti gli altri, che metteremo successivamente a confronto con i dati italiani forniti da Findomestic nel suo Osservatorio annuale. Secondo i dati forniti da Npd Techworld/Pma, negli Stati Uniti il mercato della fotografia nel suo complesso sta seguendo un trend molto simile negli ultimi anni, con un decremento provocato dalle forti perdite del comparto tradizionale. Mentre quello digitale nel 2002 ha conosciuto una forte impennata, con un incremento del 37% come numero di pezzi, a dicembre la crescita, rispetto al medesimo mese del 2001, è stata addirittura del 39%. Ciò ha dato origine a un aumento anche del fatturato, con una percentuale del 24%. Questo dato, inferiore rispetto alla quantità di pezzi venduti, mette in evidenza il fenomeno della riduzione dei prezzi delle fotocamere, che ha determinato un minore aumento in termini di valore. Lanno passato, secondo gli analisti, i consumatori hanno spostato il loro interesse verso apparecchi più dotati sia in termini di funzionalità che nei confronti della risoluzione. In particolare, si è assistito a una forte tendenza verso le fotocamere con sensori intorno ai 4 megapixel. La diminuzione dei prezzi, la maggiore dimestichezza della gente verso il digitale e lintroduzione di nuovi modelli, sempre più efficienti e semplici da usare, stanno contribuendo fortemente allampliamento del mercato e al suo spostamento dalla fascia più bassa, inferiore ai 2 megapixel, a quella medio/alta, da 3 milioni e oltre di pixel. A dicembre 2002 il mercato statunitense era composto per il 25% dalle fotocamere con una risoluzione da 3 a 3,9 megapixel e per il 21% da quella da 4 e più megapixel, con un incremento anno su anno rispettivamente del 23 e del 17%. Ancora rilevante la quota di mercato della fascia medio-bassa da 2 a 2,9 megapixel, 41%, e appena del 4% e dell8% quella relativa a modelli con 1-1,9 megapixel e inferiore a un milione di pixel. Per quanto riguarda il fatturato, la fascia dei 4 e più megapixel, tenendo presente che hanno prezzi ovviamente più elevati, detiene il 39% del mercato, contro il 28% della fascia subito al di sotto e del 30% del comparto medio basso; mentre quelli inferiori hanno rispettivamente il 2 e l1%. In Italia la situazione fotografata da Findomestic è molto simile. La fotografia è trainata dalla tecnologia digitale, che sta diventando familiare alla maggior parte dei consumatori. Nel suo complesso il settore fotografico perde ben 16 milioni di euro, a causa della fortissima contrazione dellanalogico, sia come macchine sia come pellicole, che per il digitale non servono più. Le fotocamere digitali, invece, crescono a ritmo sostenuto e consentono lincremento del fatturato da 276 milioni a 307 milioni di euro, stima del 2002. Basti pensare che landamento della spesa del digitale è passato da 9 milioni di euro del 1997 a 130 milioni nel 2001. Nel 2002 i dati non ancora definitivi parlano di 180 milioni. Considerando la quota di mercato, attualmente si è raggiunto il 59% contro il misero 3% di appena cinque anni fa. Il 2002 è quindi lanno dellannunciato, e atteso, sorpasso; almeno come fatturato, perché come numero di pezzi lanalogico è ancora davanti. Ma Findomestic ritiene che anche come quantità il digitale dovrebbe superare il tradizionale nel giro di pochi anni. Dal 2001 al 2002, lanalogico ha già registrato un calo di quasi il 15% numericamente contro un +55% del digitale. Interessante anche osservare il dato relativo al costo delle macchine nel digitale si è avuta una flessione del 10,6%, mentre nellaltro comparto si ha un incremento superiore al 2%. La maggior parte degli esperti ritiene che il mercato del digitale sia oramai pronto ad affrontare una posizione predominante nellambito del mondo dellimmagine. La tecnologia non si è fermata ed facile aspettarsi ancora molte sorprese.

Tecnologia sempre più sofisticata, prezzi accessibili sia per il professionista che per lamatore, una maggiore diffusione di servizi e apparecchiature correlate, alla portata di tutti. Oggi la fotografia digitale, e in senso più ampio il digital imaging, cioè la gestione nel suo complesso di immagini in formato elettronico, è arrivato nella sua fase più matura. Lanalogico, inteso come fotografia tradizionale basata sullimpiego di pellicola, è ormai relegato in una piccola nicchia di mercato. Secondo gli analisti, in molti Paesi è già avvenuto il sorpasso e in quelli dove non è ancora accaduto, è solo questione di tempo, poco tempo. La scommessa è ora incentrata esclusivamente sullespansione dei servizi, prima di tutto la stampa, a un pubblico sempre più vasto. Perché se è vero che esistono stampanti accessibili a tutti come prezzo e come semplicità di utilizzo, è altrettanto vero che la diffusione di questo tipo di fotografia al grande pubblico è strettamente legata alla capacità di poter garantire il servizio di stampa nei laboratori a chiunque, a costi bassi. Una scommessa che vede coinvolte moltissime aziende, come Kodak e Fuji per fare solo qualche nome, che si stanno impegnando in prima persona in tal senso. Alcuni esperti hanno fatto presente che il consolidamento del digitale ha portato la gente a non stampare più le fotografie. Si guardano al computer, si inviano via posta elettronica, ma manca la stampa su carta. Un bel problema per i produttori di pellicola, che devono rapidamente dare risposte soddisfacenti se vogliono indurre il consumatore a desiderare di ottenere, dai file elettronici, belle stampe da conservare o da regalare a parenti e conoscenti. Non si può infatti pensare che le immagini digitali possano essere stampate in casa da tutti. È vero che le apparecchiature costano poco, ma le cartucce sono ancora piuttosto costose e anche la carta fotografica non è così economica; per ottenere belle stampe, inoltre, cè bisogno di una certa dimestichezza con queste macchine e anche con i software di elaborazione, che non tutti possiedono o hanno voglia di acquisire. La diffusione di massa della fotografia digitale comporta pertanto una ampia e rapida estensione dei servizi di stampa; i laboratori dovranno sempre di più adeguarsi in questo senso, oltre a garantire prezzi abbordabili. Stiamo vivendo un periodo di grande trasformazione del settore. Una cosa è certa il digitale ha risollevato le sorti di un mercato che sembrava oramai sullorlo di una catastrofe. La fotografia, soppiantata da mille altri hobby e interessi tra i giovani, sembrava destinata a diventare un settore sempre più piccolo. In ambito professionale, il passaggio è già netto nello sport, nellattualità, nella moda, e non soltanto. Grazie non soltanto a fotocamere di qualità sempre migliore, ma anche al forte abbassamento dei prezzi e agli indubbi vantaggi in termini di velocità. Si pensi solamente alla capacità di poter avere, dopo una manciata di secondi dallavvenimento, le immagini già pronte e utilizzabili, nella redazione del giornale…

Fino a qualche anno fa era impensabile sperare di ottenere immagini con una qualità paragonabile a quella offerta dalle pellicole fotografiche. Oggi ci sono apparecchi che offrono fotografie con una qualità strabiliante, in grado di rispondere alla maggior parte delle esigenze, sia del professionista che della persona comune. Non solo levoluzione tecnologica e la diffusione di questo mercato ha consentito un notevole abbassamento dei prezzi. Una reflex di buona qualità da 4-5 milioni di pixel, utilizzabile da un professionista, ha oggi un costo intorno ai 2.500 euro; una fotocamera compatta dotata di zoom di buona qualità e con una gamma di funzioni di altissimo livello, costa meno di 1.000 euro. E già con 500-700 euro si è in grado di acquistare una fotocamera di buon livello. Questo grazie soprattutto a una forte evoluzione dei sensori, cuore del digitale, oggi suddivisi tra il classico Ccd, il Super Ccd di quarta generazione elaborato da Fuji, il Cmos e il Foveon X3. I sensori non sono tutti uguali, ognuno risponde a tecnologie diverse, ma in linea di massima e senza voler approfondire troppo laspetto tecnico, quando fotografiamo, la luce colpisce questi elementi che, a seconda dellintensità luminosa, rilasciano un certo numero di cariche elettriche, le quali a loro volta sono trasferite a un convertitore analogico-digitale. Il suo compito è trasformare i segnali elettrici anologici in segnali digitali, andando a formare limmagine. A questo si aggiungano i miglioramenti delle schede di memoria, cioè quei supporti sui quali vengono memorizzate le immagini una volta scattate, prima di essere riversate su computer o direttamente stampate. In commercio troviamo unampia gamma di card, dalle Compact flash alle Multimedia card, dal Microdrive Ibm alle Memory stick Sony, sino alle più recenti Xd Picturecard. Schede sempre più piccole ma anche più capienti, da pochi Mega a diversi Gigabyte, che consentono di archiviare un numero maggiore di immagini.

Autore: ITespresso
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