A Digital Venice Week, Renzi propone mercato unico digitale nella UE

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A Digital Venice Week, serve un mercato unico digitale nella UE
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L’economia digitale potrebbe imprimere una spinta del PIL pari a 5 punti percentuali, mentre i ritardi nell’Agenda Digitale ci costano un salasso da 10 milioni di euro al giorno, pari a 3,6 miliardi all’anno. Le proposte del presidente del Consiglio Matteo Renzi e della vicepresidente della Commissione europea, Neelie Kroes

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi e la commissaria all’Agenda digitale europea Neelie Kroes, vicepresidente uscente della Commissione europea, hanno aperto la kermesse di Digital Venice Week. Renzi ha proposto il mercato unico europeo per il digitale. Il mercato unico digitale nella UE, senza più frontiere, dovrebbe avere un’unica authority europea, mentre gli investimenti in economia digitale dovrebbero essere fuori dai vincoli di bilancio. Altre priorità sono Open government e Open Data per la trasparenza, oltre alla cooperazione aziende – governi nella Sicurezza IT. L’economia digitale potrebbe imprimere una spinta del PIL pari a 5 punti percentuali: è l’opportunità che Huawei, Samsung, Microsoft, Facebook, Google e Amazon fanno intravedere a un’Italia dalla crescita anemica, dopo anni di recessione, e a un Vecchio Continente che va a due velocità. Gli investimenti in infrastrutture per il digitale “non sono un costo ma servono per crescere“, visto che secondo il Censis, i ritardi nell’Agenda Digitale ci costano un salasso da 10 milioni di euro al giorno (per la ciftra monstre di 3,6 miliardi all’anno). Ma i colossi dell’IT dovranno in cambio rispondere alle nuove sfide: sul fronte della tassazione e della Net Neutrality (la neutralità della Rete).

Il mercato unico digitale presuppone un quadro normativo unico a livello comunitario per le imprese innovative: “Senza mercato unico il milione di posti di lavoro atteso dalle startup rimane un miraggio” ha affermato il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Berretta.

Da Restart Europe giungono proposte interessanti: poiché gli investimenti di Venture capital sono dieci volte inferiori a quelli negli USA, per ogni euro investito dai privati, la Bce potrebbe aggiungerne uno. Dal tavolo Digital Cities arriva la proposta di una carta d’identità europea, dedicata all’accesso ai servizi fisici e digitali in Europa.

Dopo il varo della fatturazione elettronica nella PA, la normativa in corso d’attuazione sta per lanciare l’identità digitale con un unico PIN per er l’accesso a servizi pubblici e privati.

A Digital Venice Week, serve un mercato unico digitale nella UE
A Digital Venice Week, serve un mercato unico digitale nella UE

Le Telco hanno voluto parlare con una voce sola: “Per creare un’Europa digitale servono 300 miliardi di euro e noi, come settore, ne abbiamo investiti 15 nel 2013. Bisogna cambiare le regole sulle infrastrutture di rete fissa a livello europeo” ha sottolineato Cesar Alierta, Ceo di Telefonica, chiedendo la fine dei sistemi operativi chiusi nell’era della trasparenza. Le Telco hanno individuato quattro priorità: infrastrutture, cittadinanza digitale, stimolo per nuovi posti di lavoro, stare al passo e governare le sfide del web. Il Ceo di Vodafone Vittorio Colao è contrario alla proposta europea di neutralità della rete: “L’attuale proposta di net neutrality rischia di essere un ostacolo per l’innovazione, meglio quella americana“.

Presto verranno nominati il nuovo direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid),  il Digital champion e il presidente del Comitato d’indirizzo. La prima nomina potrebbe già arrivare giovedì in Consiglio dei ministri: mentre scendono le quotazioni di Stefano Quintarelli, già deputato di Scelta Civica, salgono quelle di Alessandra Poggiani, ceo di Venice City Ict. La corsa è a due, e vedremo a chi spetterà la poltrona dell’Agenzia per l’Italia digitale.

Autore: ITespresso
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