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Management

Alcuni tra i principali attori del mercato dei servizi raccontano verso quali forme di outsourcing si è orientata e si orienterà la domanda nel prossimo futuro, quali saranno le principali tendenze in quest’ambito e che risultati hanno ottenuto in termini di servizi erogati nel corso del 2004

La recessione che l’economia globale sta vivendo in questi ultimi anni, afferma Renato Chemelli, Business & Market Development Director di Csc Italia, ha introdotto modifiche importanti e ormai strutturali nella gestione delle aziende, imponendo criteri sempre più stretti di selezione degli investimenti possibili, che si vanno a concentrare sul corebusiness aziendale e sulle conseguenti azioni di consolidamento, cost savings e integrazione. Questo le ha portate a essere sempre meno interessate a prendere in considerazione le innovazioni tecnologiche, ma le ha rese più sensibili al contributo che l’It è in grado di apportare ai processi di business. In Italia, non è forse ancora questa la molla primaria verso l’outsourcing, ma lo diventerà sempre più nel tempo. Passeremo dal puro approccio finanziario a un più ampio approccio di ricerca di miglioramento del business, da parte dei clienti che si affidano ai servizi di outsourcing. Oltre la metà delle maggiori aziende europee ha sottoscritto contratti cospicui di outsourcing strategico e il numero di contratti aumenterà nei prossimi tre anni: questo dato è emerso da un sondaggio condotto di recente da Csc su un campione europeo di top executive (Cio, Coo, Cfo) delle 250 aziende europee più importanti. Soprattutto in Italia, che rispetto ai paesi anglosassoni è a questo proposito ancora in ritardo, l’abbattimento dei costi però è, e resterà ancora per un certo tempo, il principale motivo della richiesta di outsourcing. L’outsourcing aiuta a migliorare la focalizzazione aziendale grazie ad alcune specificità, che passano obbligatoriamente ? è bene sottolinearlo ? attraverso la ricerca accurata e la successiva scelta di un partner preparato, con solide referenze nelle attività di sourcing, capace di comprendere le specifiche esigenze di business dell’azienda cliente, con comprovate doti di flessibilità che permettano di accompagnare la trasformazione del business nel corso del tempo. L’outsourcing è sicuramente un fattore abilitante per il rinnovamento dei processi, e più l’azienda è matura più si affiderà all’outsourcing come strumento di cooperazione e innovazione, per affrontare con più armi le difficoltà che l’evoluzione dei mercati e la nascita di nuove agguerrite concorrenze fanno nascere di continuo. Rimane comunque valida, almeno come punto di inizio, l’offerta di outsourcing di singole funzioni, del back office o del facility management, soprattutto se caratterizzata da soluzioni on demand o comunque relativamente flessibili e ritagliabili sulle vere esigenze aziendali”. “Riuscire a ottimizzare gli investimenti It, dice Unisys, è sempre più per le aziende l’obiettivo da perseguire in una situazione congiunturale che le obbliga a porre la massima attenzione ai costi e avere allo stesso tempo a disposizione un’attrezzatura aggiornata. I servizi gestiti in outsourcing, in quest’ottica, possono rappresentare una soluzione ottimale per le aziende che intendono focalizzarsi maggiormente sul proprio core business, affidando a una società di servizi la gestione di una parte (più o meno significativa) delle proprie attività It. Recenti ricerche focalizzate sul tema outsourcing hanno evidenziato come, mentre altri aspetti dell’erogazione dei servizi It continuano a soffrire a causa della domanda debole, l’outsourcing registra una crescita costante. Affidare a team di professionisti la gestione delle infrastrutture It e della sicurezza informatica è divenuto un buon “mezzo” per ridurre i costi e, soprat- tutto, un valido aiuto per meglio organizzare la produttività e il business di un’impresa. Tuttavia è bene precisare che il mercato dell’outsourcing in Europa rimane altamente frammentato, e gli utenti stanno valutando le capacità di erogazione di servizi da parte di vendor pan-europei in funzione delle necessità del proprio mercato nazionale. Non solo, il mercato dell’outsourcing oggi richiede la presenza di fornitori di specifiche soluzioni It e dei system integrator. Secondo Unisys, nel 2005, la scelta di servizi e soluzioni gestite in outsourcing, sarà ancora “pilotata” dalla riduzione dei costi interni alle aziende. Tuttavia, la domanda dei prossimi anni sarà influenzata anche dalle richieste sempre maggiori di nuove competenze tecniche e dalla possibilità di “misurare” il valore di business dell’It, non solo in termini di riduzione dei costi, ma anche in virtù della produttività, della business continuity e della possibilità dell’azienda di concentrarsi a pieno sul proprio core business”. Ibm interviene così sull’argomento: “Oggi, dichiara Claudia Ruffini, marketing manager, Strategic Outsourcing di Ibm Global Services, si sta sempre più affermando un modello in cui It e business convergono e in cui i processi devono tenere conto di attori esterni come clienti, partner e fornitori. Questa evoluzione conferisce alla tecnologia molta più importanza che in passato, ma aumenta anche i rischi e rende necessarie architetture sicure, sempre disponibili, a elevate prestazioni e scalabili in funzione dei volumi da trattare. Anche i servizi di outsourcing si stanno muovendo in questo contesto. Negli anni ’90 l’outsourcing era semplicemente la delega della gestione delle infrastrutture informatiche ad aziende specializzate. Con gli anni la domanda, e di conseguenza l’offerta, si sono fatte più sofisticate, e all’outsourcing veniva richiesta anche una riduzione dei costi attraverso la trasformazione delle architetture. Oggi, ci si è evoluti verso una visione che implica non solo la trasformazione e la gestione delle architetture informatiche e delle applicazioni, ma anche il miglioramento o la trasformazione dei processi di business che tali architetture e applicazioni utilizzano, cioè verso il “Business Transformation Outsourcing” (Bto), uno strumento che consente all’azienda di adattarsi a un mercato che cambia continuamente. Il ricorso all’outsourcing dei processi di business trasforma alcuni costi fissi dell’azienda in costi variabili. L’azienda, quindi, evolve verso un modello “on demand” e ricorre all’oursourcing o per la gestione completa di tutti i sistemi It o per la gestione di processi di business non differenzianti. Sfruttano quindi le capacità dei propri partner per assicurarsi le migliori capacità di trasformazione, una rapida implementazione delle soluzioni, scalabilità ed efficienza. “Le previsioni di Accenture sulla crescita del mercato dell’outsourcing e in particolare del Bto (Business Transformation Outsourcing), sostiene Paolo Raimondo, Partner di Accenture rimangono elevate. Per quanto riguarda le varie forme di outsourcing, riteniamo che il mercato, anche in funzione di possibili maggiori sinergie, si sposterà da forme di outsourcing “1 to 1” (un cliente = un fornitore) a forme “1 to many” in cui a prevalere saranno Centri di Servizio, integrati tra di loro, che potranno fornire varie tipologie di servizi a clienti diversi, ottimizzando e mettendo a fattor comune le varie soluzioni. “La ricerca di risparmi nei costi It, dichiara Roberto Carrozzino, Managed Operations Director Atos Origin, si è concentrata nell’ultimo anno e si concentrerà ancora sulle attività di gestione delle infrastrutture. Le strutture It interne all’azienda hanno reperito risorse per nuovi sviluppi, soprattutto nei “minor costi” fissi e/o nella variabilizzazione dei costi relativi alla gestione operativa dell’infrastruttura It, nonché nella prioritizzazione verso attività di consolidamento e centralizzazione. Una recente rilevazione Meta evidenzia la forbice che si sta delineando tra l’andamento della spesa per personale It interno, in continua diminuzione e l’incremento della spesa per servizi di outsourcing, che dal 2002 al 2004 è cresciuta di 9 punti percentuali e prevede di incrementarsi ulteriormente del 5% nel 2005″. “Per un’azienda l’outsourcing della propria infrastruttura It rappresenta spesso una scelta ottimale, prosegue Giuseppe Zucchini, direttore commerciale Infracom Italia, soprattutto se questo processo viene gestito con un partner in grado di comprendere le esigenze dell’azienda e di assecondarle con una soluzione completa e personalizzata. L’outsourcing è tanto più efficace quanto più è in linea con gli obiettivi aziendali. Le soluzioni di outsourcing tecnologico e applicativo che abbiamo configurato hanno trovato un buon riscontro sul mercato. Questo è stato possibile grazie alle nostre competenze e ai nostri asset, che ci hanno permesso di soddisfare i nostri clienti sotto tutti i punti di vista. Riteniamo che nel prossimo futuro i servizi di outsourcing dovranno prestare maggiore attenzione al business interno e all’ottimizzazione dei costi, aumentando il livello di servizio. Dovranno continuare a garantire flessibilità e affidabilità e a essere tecnologicamente all’avanguardia”.

La durata e l’importo dei grandi contratti di outsourcing, afferma Matteo Milla, responsabile Mercati e Innovazione Bu It Mercato, Telecom Italia, tendono oggi a contrarsi: dai 5/8-10 anni stiamo passando ai 2-3/5 anni, con aumento del potere negoziale del cliente, più attento a livello e qualità del servizio erogato e più focalizzato sulla revisione periodica delle tariffe. Due fenomeni importanti stanno interessando i servizi di outsourcing: – la delocalizzazione geografica verso regioni offshore (India, Cina, ..) e nearshore (Europa Orientale), attualmente favorita dai bassi prezzi di erogazione dei servizi; – l’estensione da parte dei fornitori della catena del valore dei servizi erogati, partendo dall’outsourcing di esercizio fino all’outsourcing dei processi di business. Il Bpo (Business Process Outsourcing) sembra essere il segmento dei servizi It più promettente, poiché è caratterizzato da contenuti complessi e richiede specifiche competenze di business. “Il mercato italiano dell’outsourcing, afferma Eds, non sembra essere maturo come per esempio quello europeo, in particolare inglese e scandinavo. Già nel 2004 il Bpo, ossia l’outsourcing dei processi, ha riscontrato particolare interesse nel mondo bancario/assicurativo. Eds ritiene che anche nel 2005 il Bpo continuerà a essere un settore di riferimento”. “Per il prossimo anno si conferma ancora la valenza del modello di It outsourcing tradizionale caratterizzante la domanda attuale, con forte rilevanza della componente finanziaria, dichiara Fabrizio Luri, Portfolio & Offering manger Business Unit Operating Related Services di Siemens Informatica. Tuttavia, si manifestano sempre più richieste per servizi in outsourcing in cui la trasformazione infrastrutturale e applicativa sia oggetto della partnership, rispecchiando quanto in letteratura si identifica come “transitional outsourcing”, soprattutto nell’adozione di nuove tecnologie. In questa posizione l’offerta sarà necessariamente al di là della sola componente It. Dovendo rispecchiare questi nuovi scenari, i modelli di relazione saranno sempre più legati alla condivisione degli investimenti e dei rischi tra outsourcer e committente, per cui si andranno a definire nuovi scenari contrattuali e modelli di governance. “Per GlobalValue, sottolinea Giuseppe Greco, direttore della Integrated Services Division (Isd) di GlobalValue Services, le linee di servizio relative alle aree mainframe e midrange continuano ad avere un ruolo di primo piano. Parallelamente, altre aree di grande interesse sono il networking, con i servizi di monitoraggio e di implementazione delle Lan e delle Wan, e l’Implementation, che comprende le offerte relative al disegno di soluzioni architetturali – hardware e software – destinate ad ospitare soluzioni mission-critical, di clusterizzazioni, di sistemi di capacity planning, di mirroring, di ambienti storage, e così via”. Per quanto riguarda la linea di servizio dell’Application Management Services (Ams), GlobalValue sta puntando molto sulle potenzialità dei sistemi Erp. Altre aree di sicuro sviluppo per i servizi Ibm sono relative al Plm (Product Lifecycle Management) e all’Eai (Enterprise Application Integration), con tecnologie e servizi che facilitano l’integrazione dei nuovi progetti con le applicazioni legacy esistenti. In particolare, proprio all’Eai GlobalValue ha dedicato un centro di competenza, dove impiega le tecnologie proprietarie Ibm – WebSphere MQSeries ? ma anche altre quali SeeBeyond e Tibco. “Infine, per rispondere alla sempre maggiore richiesta di dare concretezza alla strategia Ibm relativa all’on demand computing – prosegue Greco – stiamo identificando delle piattaforme standard che ci consentiranno di realizzare farm basate su specifiche tecnologie di base arricchite da soluzioni di business. Identificate e realizzate le farm, potremo proporre contratti a consumo indirizzando anche le esigenze delle Pmi. A questo scopo è stato costituito un gruppo di tecnici e architetti Ict, denominato Isoc (Infrastructure Strategies Optimization and Control), che ha il compito di disegnare e realizzare le farm, di identificare le unit rate e di implementare un sistema di relazioni con i partner. Questa proposta, basata su alcuni studi fra cui quello dell’identificazione delle unit rate, sta riscuotendo un notevole interesse da parte sia del mercato Fiat che di quello open.” “Il primo driver dell’outsourcing, risponde Edoardo Balzani Presidente di Rds Software è tradizionalmente stato la necessità delle aziende di ridurre i costi interni: molte aziende si sono infatti avvicinate a soluzioni di outsourcing con l’obiettivo di ridurre le spese di gestione/manutenzione applicativa, per incrementare l’efficienza generale dell’area It e potersi concentrare maggiormente su attività core business. Questo è confermato anche dall’indagine effettuata sulle aziende italiane, che mostra come il principale driver di questa scelta continua a essere il taglio dei costi e un attento controllo del Roi. Ad oggi, oltre alla riduzione dei costi, i principali fattori che stanno portando le aziende ad avvalersi dell’outsourcing e che hanno fatto di Rds- Software un partner strategico sono: Competenze tecnologiche; Sicurezza, Disaster Recovery e Business Continuity; Ricerca di partner strategici; Necessità di soluzioni scalabili; Flessibilità e Timeto- market; Definizione certa dei costi; Riorganizzazioni interne. Spesso le aziende si avvalgono dell’outsourcing a seguito di grandi riorganizzazioni interne quali: cambiamenti interni e di strategia di business; necessità di ristrutturarsi in seguito a cattivi risultati economici; fusioni, acquisizioni, joint ventures e partnership; privatizzazioni”. Alberto Garrido, Amministratore Delegato di Dmr Consulting Italia, così si esprime sull’argomento: Dmr Consulting adotta differenti approcci verso il mondo dell’outsourcing. Il primo che potremmo definire di outsourcing “tradizionale” riguarda la gestione dei sistemi e delle applicazioni (Apm-Application Management Portfolio); in questo ambito Dmr Consulting ha visto crescere costantemente la propria presenza, nonostante il grado di saturazione del mercato e l’alto livello concorrenziale. Parallelamente a questo primo approccio, Dmr Consulting sta portando avanti nuove linee di servizi di outsourcing per venire incontro alle necessità e richieste dei propri clienti. Tra queste ne sottolineiamo, in particolare, tre: – Shared Services Center: si tratta di un servizio multiclient che sfruttando le sinergie di base consente di rendere il servizio meno costoso e più semplice da utilizzare rispetto alle modalità tradizionali. – Business Performance Outsourcing: ossia l’esternalizzazione di un intero processo, solitamente non core per l’attività dell’azienda, sebbene importante e talvolta critico sia dal punto di vista organizzativo che operativo. – Infine Dmr Consulting gestisce anche i processi di esternalizzazione, manutenzione, gestione delle piattaforme Internet”.

Autore: ITespresso
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