Direttiva antiterrorismo contro il P2p

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Le Major dell’industria musicale vogliono convincere la Ue a utilizzare la direttiva antiterrorismo per sconfiggere il file sharing

La prossima direttiva antiterrorismo, sulla conservazione dei dati, ha suscitato l’interesse delle Major dell’industria musicale e dell’intrattenimento, sempre impegnate nella crociata anti Peer to peer. La nuova alleanza contro il file sharing si chiama Creative and Media Business Alliance (CMBA) e include colossi del calibro di Sony BMG, Disney, EMI, IFPI, MPA e Universal Music International . Secondo il fondatore di Open Rights Group ( www.openrightsgroup.org ), Cmba mira a sfruttare la legislazione antiterrorismo per incriminare i cittadini europei che violano il diritto d’autore. Da una normativa di protezione degli abitanti dell’Unione europea si passerebbe quindi a una normativa che persegue i cittadini della Ue, in tutt’altro ambito. Tutti i dati di traffico Internet archiviati nell’iniziativa Ue di lotta al terrorismo, potrebbero venire usati per denunciare chi viola illecitamente il copyright in Rete. L’equivalenza fra terrorismo internazionale e Peer to peer illegale, risulta inquietante agli occhi di molti osservatori. Open Rights Group ha lanciato una campagna contro questa nuova crociata contro i consumatori europei.

Autore: ITespresso
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