Diritto all’oblio, Google ha iniziato a rimuovere i contenuti

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Google dà il via a Operazione Diritto oblio
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Google, per ottemperare alla sentenza UE sul diritto all’oblio, ha dato inizio all’operazione per de-indicizzare il materiale. Oltre 50 mila le richieste di rimozione ottenute

Google ha dato il via all’Operazione diritto all’oblio. La sentenza della Corte di Giustizia europea, a favore della cancellazione di alcuni risultati personali dal motore di ricerca, ha costretto Google a cercare una soluzione low-cost: il motore di ricerca ha deciso di deindicizzare i risultati a seconda dei Paesi. Basta effettuare una ricerca su google.it, google.fr o google.com, per ottenere risultati diversi: Google ha scelto di modificare la gerarchia dei risultati su se stesso a seconda dei Paesi in cui opera, per ottemperare alla sentenza UE sul diritto all’oblio.

La deindicizzazione dei materiali, di cui venga richiesta la rimozione, provoca una balcanizzazione dei risultati della ricerca online in Europa: fa sì che i risultati siano differenti e dipendano dal Paese di pubblicazione. Tutto è nato dal caso spagnolo di Mario Costeja Gonzalez. Google, pur essendo deluso da una sentenza che potrebbe minare (ed interferire con) la libertà d’espressione, ha inaugurato un form online che potrà essere compilato da chi vuole essere dimenticato dalla Rete. I Link considerati irrilevanti o non aggiornati possono essere rimossi dai risultati della ricerca, ma Google dovrà valutare se la notizia, di cui è stata chiesta la cancellazione (anche se legittima), sia invece di pubblico interesse. Il diritto alla trasparenza impone che rimangano visibili informazioni su frodi finanziarie, cattive pratiche professionali, affari criminali o pubblica condotta di pubblici ufficiali. Google ha ricevuto oltre 50 mila richieste di rimozione, di cui 41 mila soltanto nei primi quattro giorni.

Il verdetto è nato dal caso Google Spain vs Agencia Española de Protección de Datos (Aepd), che ha coinvolto la Corte di Giustizia europea. Secondo StatCounter, Google detiene il 93% delle ricerche online in Europa, contro il 2.4% di Bing e l’1.7% di Yahoo!.

Google dà il via a Operazione Diritto oblio
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Autore: ITespresso
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