Dirty COW, utenti Linux a rischio

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Dirty COW, utenti Linux a rischio
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Individuata Dirty COW, nuova falla nel kernel Linux. La vulnerabilità si distingue per l’alto livello di pericolosità, essendo in circolazione da nove anni. L’avvertimento di Red Hat

Tutti gli utenti di Gnu/Linux sono invitati a proteggersi in fretta dal rischio rappresentato da Dirty COW, una nuova falla nel kernel Linux. La vulnerabilità si distingue per l’alto livello di pericolosità, essendo in circolazione da nove anni. Se i server non adottano subito la patch, rischiano di cadere vittime di exploit: l’avvertimento è firmato Red Hat.

Dirty COW, utenti Linux a rischio
Dirty COW, utenti Linux a rischio

Dirty COW, nota come CVE-2016-5195, è una vulnerabilità di Linux che consente di elevare i privilegi di accesso e ottenere diritti di scrittura in zone di memoria che sarebbero in genere off-limits per gli utenti senza credenziali, solo sfruttando la duplicazione detta Copy-on-write (acronimo: COW).

Phil Oester, ricercatore di sicurezza Gnu/Linux che ha scoperto la falla, ha spiegato che l’exploit è facile da eseguire e diventerà popolare e diffuso.

Tutti i sistemi operativi basati su kernel Linux, dalla versione 3.6 in poi, sono vulnerabili: la patch per risolvere la falla è già stata rilasciata nel codice ma non è banale la distribuzione all’ampio ecosistema di dispositivi Linux coinvolti – a partire da tutti i device con Android.

Gnu/Linux detiene il 2,11% del mercato sistemi operativi, ma Android ha superato l80% di market share.

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Autore: ITespresso
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