Donne e high-tech

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Sta emergendo una nuova generazione di donne esperte in high-tech, ma
vengono ancora trattate da stupide, rivela una ricerca.

Così al Consumer Electronics Show di Las Vegas: le donne chiedono di essere trattate con rispetto da chi vende telecamere digitali o lettori MP3. L’industria high-tech, tra l’altro, ha notevole interesse a rivolgersi all’utenza femminile, in quanto questa rappresenta oltre il 50% della spesa per gadget tecnologici negli Stati Uniti. La ricerca, commissionata dall’organizzazione del CES si è focalizzata su come le donne vengono trattate quando acquistano gadget high-tech. La maggior parte di loro, ha rivelato la ricerca, viene irritata da personale di vendita poco disponibile e arrogante. Molte semplicemente si sentono stupide, anche se si considerano donne intelligenti. Dave Williams, vicepresidente di Research Analysis della catena di articoli di elettronica Best Buy, ammette «Le nostre clienti donne rilevano una notevole mancanza di rispetto nei loro confronti. Vengono ignorate o confuse da venditori aggressivi». La ricerca ha rivelato che quasi la metà delle donne fa lo shopping insieme ad un uomo, dato che ritengono di poter essere trattate meglio se in presenza di un compagno di sesso maschile. Molte donne riferiscono di avere la sensazione di essere trattate da ottuse dal personale di vendita, specialmente le donne più giovani. Si tratta di una fascia demografica, di età compresa tra i 18 e i 24 anni, cresciuta con la tecnologia, che desidera questo tipo di prodotti e si sente doppiamente discriminata: per il sesso e per l’età. Sony è una delle compagnie che ha cercato modi diversi per vendere i propri prodotti alle donne, per non cadere nell’anacronismo di trattarle da stupide. Le donne più giovani non cercano qualcuno che semplifichi la tecnologia per loro, spiega Denise Yohn, esperta di marketing della Sony Electronics. Vogliono, invece, conoscere tutte le caratteristiche di quello che acquistato. Il personale addetto alla vendita dovrebbe essere formato su come interagire con l’utenza femminile, aggiunge. In gioco, per l’industria, c’è la perdita di milioni di dollari di vendita, solo perché non sono in grado di relazionarsi con un’utenza femminile.

Autore: ITespresso
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