Donne e tecnologia, luci e ombre nel binomio

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La tavola rotonda è stata promossa da futuro@lfemminile

Presso l’Unione del Commercio, si è tenuta la tavola rotonda Donne e tecnologia: il binomio di successo, promossa da futuro@lfemminile, il progetto di Microsoft, Accenture e Hewlett-Packard per le pari opportunità, e da Manageritalia Milano.La situazione lavorativa delle donne nel nostro Paese è riassunta da tre numeri: 45.2, 0.8 e 4. 9, ovvero il tasso di occupazione femminile, la percentuale delle dipendenti che arrivano a diventare manager e il numero di coloro che riescono ad assumere un ruolo di supervisione. Una condizione femminile che relega l’Italia agli ultimi posti nell’Europa a 25, posizione che non passa certo inosservata nell’Anno europeo delle Pari Opportunità. Stante queste premesse, ?Donne e tecnologia? ha voluto analizzare, grazie alle testimonianze di donne manager, rappresentanti istituzionali, esperti, quali opportunità può offrire la tecnologia come strumento di valorizzazione e promozione della presenza e del ruolo professionale delle donne ed evidenziare l’importanza dell’investimento, da parte delle istituzioni, nella formazione tecnico-scientifica come chiave per la crescita dell’intero Paese. Ecco l’identikit della donna manager italiana. Una ricerca dell’Università Bicocca di Milano, commissionata da Manageritalia, ha cercato di tracciarne il profilo. Il primo dato che emerge dall’indagine è che la parità tra uomo e donna, ancora oggi, è lungi dall’essere raggiunta in molti ambiti. Un indicatore evidente della disparità tra i generi è il dato economico: a parità di qualifica,solo il 26% delle donne guadagna più di 100 mila euro l’anno, contro il 41% degli uomini. Uomini e donne si concentrano in aree funzionali differenti: risorse umane, relazioni esterne, amministrazione, finanza e controllo gestione risultano aree tipicamente femminili, mentre l’area direzione generale, di divisione costituisce un ambito soprattutto maschile. Sebbene i dirigenti, sia maschi che femmine, concordino uniformemente nel ritenere la determinazione e le competenze tecniche fattori importanti per favorire l’avanzamento di carriera, il 34% dei manager uomini considera importante la disponibilità ad orari lungh i. Le donne incontrano maggiori difficoltà (67% delle manager contro il 59% dei colleghi) negli avanzamenti di carriera. I motivi? Per i dirigenti gli ostacoli derivano da caratteristiche personali, mentre per le colleghe nella difficile conciliabilità delle responsabilità professionali con quelle familiari. Per gli uomini e per le donne dirigenti la maternità e le responsabilità connesse alla gestione della famiglia rappresentano gli ostacoli che maggiormente interferiscono nella progressione della carriera. Infine, da un punto di vista personale, la ricerca evidenzia che:le donne nubili sono il doppio rispetto agli uomini celibi (il 18% contro l’8%); le donne divorziate o separate sono il 10% contro il 6% degli uomini e, rispetto ai colleghi della stessa fascia di età, le donne manager registrano una maggior propensione a non avere figli o ad avere un figlio unico. Dati che riflettono la difficoltà per le donne nel conciliare la doppia presenza professionale e privata.

Autore: ITespresso
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