Dopo la Generazione X, i Nativi Digitali

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I nativi digitali si caratterizzano per aver giocato con il cellulare in culla, per essere cresciuti con videogame ed elettronica consumer. Forse non sanno più riconoscere le emozioni, ma sanno rappresentarle grazie a spiccate abilità viso-motorie

Ogni generazione dalla seconda metà del ‘900 ha avuto la sua etichetta: i baby boom rappresentano i nati degli anni ’50, gli Hippie la generazione dei ’60, gli Yuppie degli ’80. Poi è arrivata la Generazione X dei ’90 e oggi sta per debuttare la Generazione dei Nativi Digitali.

I nativi digitali si caratterizzano per aver g iocato con il cellulare in culla, per essere cresciuti con videogame ed elettronica consumer. Forse non sanno più riconoscere le emozioni interne, ma sanno rappresentarle grazie a spiccate abilità viso-motorie: lo spiega la psicologa Rita Parsi, nel volume Mondadori intitolato L’immaginario prigioniero.

Più multi-tasking dei loro genitori, avranno però un apprendimento meno simbolico e più percettivo.

Ma non sono solo tecno-crati e tecno-fan, ma anche abituati alla democrazia dal basso dei net citizen, abituati alle reti sociali e alla comunicazione della blogosfera e del social networking, e saranno affamati di novità (hi-tech in prima linea).

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